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pace e guerra

sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
son come vento e tempesta.
La guerra cresce dalla loro pace
come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
i suoi lineamenti orridi.
La loro guerra uccide
quel che alla loro pace
è sopravvissuto.

B. Brecht

 

 
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Notizie dal Mondo
Appello contro la NATO, in vista del suo vertice in Portogallo PDF Stampa E-mail
Dichiarazione del Consiglio Mondiale della Pace e del Consiglio Portoghese per la pace e la cooperazione

Il Consiglio Mondiale della Pace (WPC) e il Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione (CPPC) salutano i popoli del mondo amanti della pace e i movimenti della pace che si mobilitano continuando a denunciare le guerre imperialiste, le occupazioni illegali e l’ingiustizia sociale, e li invitano a continuare a rafforzare gli sforzi e le lotte comuni contro l’imperialismo e i suoi apparati, in particolare contro la NATO, la più grande macchina da guerra del mondo.

Il WPC denuncia di fronte ai popoli del mondo i crimini che la NATO ha commesso e continua a commettere contro l’umanità con il pretesto sia della protezione dei “diritti umani” che della lotta contro il “terrorismo”, secondo la propria interpretazione.

La NATO è stata sin dalla sua fondazione nel 1949 un organismo aggressivo. Dopo il 1991, con la sua nuova dottrina militare si è trasformata nello “sceriffo” mondiale degli interessi imperialisti. E’ stata spesso in relazione con i regimi sanguinari e le dittature, con le forze reazionarie e le Giunte. Ha partecipato attivamente allo smembramento della Jugoslavia, ai barbarici bombardamenti della Serbia durati 78 giorni, al rovesciamento di regimi mediante “rivoluzioni colorate”, all’occupazione dell’Afghanistan. La NATO persevera nei suoi piani per un “Grande Medio Oriente”, allargando il suo raggio d’azione con la “Partnership per la Pace” e la “cooperazione speciale” in Asia e America Latina, in Medio Oriente, nel Nord Africa, ed anche con l’ “Esercito Europeo”.

Tutti i governi degli stati membri condividono responsabilità nella NATO, sebbene il ruolo di direzione spetti all’amministrazione statunitense. La presenza di approcci diversi su alcune questioni è il riflesso di particolari punti di vista e rivalità, ma essi comunque sempre conducono ad un confronto aggressivo comune con i popoli.

Noi condanniamo la politica dell’Unione Europea, che coincide con quella della NATO e il Trattato di Lisbona che va a braccetto con la NATO in materia politica e militare. Le spese militari degli USA in missioni estere sono cresciute tra il 2002 e il 2009 da 30 miliardi di euro a 300 miliardi di euro.

I popoli e le forze amanti della pace del mondo non accettano la NATO nel suo ruolo di “sceriffo” globale. Respingono tutti gli sforzi tesi ad incorporare la NATO nel sistema delle Nazioni Unite. Chiedono lo scioglimento di questa offensiva macchina da guerra militare. Persino l’ingannevole pretesto dell’esistenza del Patto di Varsavia oggi è venuto meno.

Il Consiglio Mondiale della Pace e i suoi membri e amici organizzeranno in decine di paesi diverse iniziative nazionali e internazionali contro la NATO e la sua concezione strategica, che si annuncia verranno adottate al prossimo vertice in Portogallo. Organizzeremo, insieme al Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione, manifestazioni e conferenze e un’iniziativa centrale di massa prima e durante i giorni del vertice NATO (novembre 2010) a Lisbona.

Sotto lo slogan “NATO, nemica dei Popoli e della Pace: Smantelliamola!”, il WPC chiama tutte le organizzazioni degli stati membri della NATO e il mondo intero a sottoscrivere un appello che mette in rilievo le seguenti questioni:

- La NATO è stata una forza aggressiva e reazionaria fin dalla sua fondazione nel 1949. Il Trattato di Varsavia è stato creato in seguito ed è stato smantellato prima.
- La NATO per 60 anni si è sporcata le mani del sangue di tante persone e non costituisce una forza “che mantiene la pace” nell’ambito dell’ONU.
- Anche se sotto direzione USA, le aggressioni vengono perpetrate insieme ad altre forze imperialiste, non cambia il carattere della NATO.
- La NATO è direttamente collegata all’Unione Europea e viceversa, dal momento che un notevole numero di paesi dell’UE sono anche membri della NATO, attraverso le clausole e gli impegni assunti nel “Trattato di Lisbona”.
- Tutti i governi dei paesi membri della NATO portano la responsabilità delle sue azioni; essi sostengono i suoi piani imperialisti.
- La guerra della NATO contro la Jugoslavia ha rappresentato una pietra miliare del nuovo dogma, ai tempi del vertice di Washington del 1999. In seguito fu svelato il fatto che l’UE non rappresenta certo un “contrappeso democratico” agli USA.
- La NATO agisce come un poliziotto globale con collaboratori in tutti i continenti, che eseguono il suo Piano per un “Più Grande Medio Oriente” ed intervengono attivamente in Europa Orientale, nel Caucaso e altrove.

Noi approviamo e sosteniamo la campagna portoghese “Si alla pace, No alla NATO” che unisce decine di movimenti e organizzazioni sociali. Noi facciamo appello a tutte le Organizzazioni amanti della pace perché uniscano le loro voci e le loro forze attorno a questo appello e si ritrovino con noi nel novembre 2010 a Lisbona.

Il Consiglio Mondiale della Pace (WPC)
Il Consiglio Portoghese per la Pace e la Cooperazione (CPPC)

www.wpc-in.org

Traduzione a cura de l’Ernesto online
 
Afghanistan . Sono 1200 i civili uccisi nei primi 6 mesi del 2010 PDF Stampa E-mail
Afghanistan . Sono 1200 i civili uccisi nei primi 6 mesi dell'anno
 
Oltre 1.200 civili sono stati uccisi in Afghanistan nei primi sei mesi dell'anno e il numero dei civili morti o feriti e' aumentato del 31% rispetto allo stesso periodo del 2009. Lo ha annunciato oggi il rappresentante speciale delle Nazioni Unite per l'Afghanistan Staffan de Mistura. "1.271 civili sono stati uccisi e 1.997 sono rimasti feriti, per la maggior parte in modo grave", ha detto il rappresentante dell’Onu che ha inoltre rilevato un aumento del 25% del numero di civili uccisi dagli insorti e dalle forze internazionali.
 
LIBANO: DA WASHINGTON ALTRI AIUTI MILITARI CONTRO HEZBOLLAH PDF Stampa E-mail
Il movimento sciita minaccia ribellione contro tentativo di accusarlo di attentato a Rafiq Hariri.

Roma, 29 luglio 2010, Nena News – Washington continua a rifornire il Libano di armamenti con finalità anti-Hezbollah. Lo conferma la visita effettuata ad inizio settimana a Beirut da Alexander Vershbow, consigliere per la politica di sicurezza e di difesa nel Vicino Oriente del Segretario di stato Usa Robert Gates.

Un comunicato in lingua araba diffuso dall’ambasciata statunitense nella capitale libanese, riferisce che Vershbow ha assicurato ai suoi interlocutori che il Congresso ha approvato lo stanziamento di altri 100 milioni di dollari in armamenti per l’esercito del Paese dei Cedri, portando così a 500 milioni di dollari gli aiuti per il Libano nel 2010. Washington, in questi ultimi anni, ha donato alle Forze Armate libanesi jeep, blindati, velivoli e armi leggere.  Il consigliere di Gates ha sottolineato che le armi «consentiranno all’esercito (libanese) di impedire a milizie ed organizzazioni di ricorrere alla violenza e mettere a rischio la stabilità delle istituzioni nazionali».

Nel comunicato non viene citata alcuna organizzazione ma appare ugualmente evidente il riferimento alla guerriglia di Hezbollah che Washington ha inserito nell’elenco dei «terroristi». Vershbow ha anche visitato le truppe libanesi nel Libano del sud dove opera l’Unifil, il contingente dell’Onu incaricato di far rispettare la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza che mise fine all’offensiva militare israeliana del 2006.

Proprio nei giorni scorsi l’esercito libanese ha iniziato a rafforzare la sua presenza nel sud, a poche settimane dalle proteste delle popolazioni locali contro le manovre militari svolte da Unifil. Diverse unità meccanizzate sono arrivate nel settore centrale e in quello occidentale del sud del Libano per consolidare la presenza militare nell’area a sud del fiume Litani. Secondo il giornale «Daily Star» di Beirut, l’obiettivo delle autorità libanesi sarebbe quello dispiegare in totale altri 1.500 soldati nel sud. Questi continui movimenti di truppe, libanesi e internazionali, accrescono i sospetti di coloro che nel Paese dei Cedri vedono in tempi brevi una nuova offensiva militare di Tel Aviv in Libano o, in caso di un attacco dell’aviazione israeliana contro le centrali atomiche iraniane, un «intervento» dell’Unifil (forse con l’appoggio soldati libanesi) volto ad impedire alle popolazioni del Libano del sud di avvicinarsi alla frontiera con Israele.

Altri ancora vedono nell’aiuto militare Usa al Libano e nelle manovre dell’Unifil un «addestramento» volto a contenere le proteste di Hezbollah per l’eventuale incriminazione da parte del Tribunale Speciale per il Libano di militanti del movimento sciita in relazione all’attentato all’ex premier Rafiq Hariri (febbraio 2005).

Hezbollah non resta a guardare e minaccia una ribellione se qualcuno dei suoi membri dovesse essere chiamato in causa dai giudici internazionali. «La resistenza s’impegna a difendere l’onore dei suoi combattenti fino alla fine», ha avvertito Nabil Qawuq, comandante militare del movimento sciita nel sud del Libano che ha definito il Tribunale Speciale per il Libano una «manovra orchestrata dagli americani e dagli israeliani». (red) Nena News
 
ISRAELE STA TRAMANDO UN RAID CONTRO TEHERAN - Da Gulf Daily News PDF Stampa E-mail


Pubblicato su »  http://www.gulf-daily-news.com/NewsDetails.aspx?storyid=281041

sabato 26 giugno 2010

MANAMA: Israele sta ammassando aerei da guerra nel Caucaso per un attacco all’Iran, è stato rivelato ieri.A quando afferma il nostro quotidiano gemello Akhbar Al Khaleej, che cita fonti militari, sono in corso i preparativi per il lancio di un attacco militare dall’Azerbaijan e dalla Georgia.In effetti, Israele ha addestrato piloti in Turchia per il lancio di questo attacco ed ha introdotto aerei in Georgia utilizzando lo spazio aereo turco, hanno affermato.Tuttavia, le stesse fonti dicono che la Turchia non era a conoscenza dell’intenzione di Israele di trasferire gli aerei in Georgia.L’inattesa crisi tra Israele e la Turchia che si è instaurata in seguito al raid del commando israeliano contro la flottiglia umanitaria diretta verso la Striscia di Gaza ha interferito con i calcoli di Israele.Le unità di intelligence che hanno base nell’Azerbaijan, il cui personale lavora sotto copertura con ruoli di tecnici, istruttori e consulenti, secondo la nostra fonte avrebbero aiutato nei preparativi.Vari apparati militari, per lo più forniti dagli USA, sarebbero stati trasportati in un porto georgiano attraverso il Mar Nero.La guardia costiera georgiana e controllori israeliani stanno collaborando per nascondere le operazioni alle navi russe.Hanno fatto notare che, secondo Israele, non saranno in grado di lanciare un attacco contro l’Iran senza utilizzare basi in Georgia ed Azerbaijan a causa delle limitate capacità dei propri sottomarini nucleari che stazionano vicino alla costa iraniana.Nel frattempo la stampa televisiva iraniana ha parlato di un grossissimo contingente statunitense di forze armate di terra che si sarebbe ammassato in Azerbaijan, vicino al confine con l’Iran. Il sito web di informazione indipendente dell’Azerbaijan “Trend” ha confermato la notizia.Queste notizie sono arrivate solo pochi giorni dopo che il Pentagono aveva confermato che una flotta inusitatamente grossa di navi da guerra statunitensi aveva effettivamente attraversato il canale di Suez in Egitto in rotta verso il Golfo. Pare che almeno una nave da guerra israeliana si sia unita all’armata americana.La stampa televisiva ha anche riportato che la Guardia Rivoluzionaria Iraniana, il Generale Mehdi Moini, avrebbe detto che le forze armate del paese sono state mobilitate e sono pronte ad affrontare i “malcapitati” israeliani e americani che si sono raccolti lungo i propri confini.* Ieri sera l’Iran ha dichiarato di aver annullato il previsto invio di una nave umanitaria nella Striscia di Gaza in seguito al fatto che Israele "aveva inviato una lettera all’ONU dicendo che la presenza di navi iraniane e libanesi nella zona di Gaza sarebbe stata considerata una dichiarazione di guerra contro quel regime e sarebbe stata oggetto di una reazione", ha affermato l’IRNA.

 
Crescono i segnali di preparazione di un attacco militare contro l'Iran PDF Stampa E-mail
Imagedi redazione*

In pochi giorni sono aumentati i segnali di preparazione di un attacco militare israeliano e statunitense contro l'Iran. Quanti di questi siano solo fattori di "pressing" tesi a intimidire l'Iran e costringerlo alla resa o quanto siano l'avvio sistematico di un processo di preparazione di un attacco vero e proprio secondo una consolidata tradizione statunitense, non è facilissimo dirlo guardando le cose dal nostro paese e sulla base delle informazioni a disposizione. Ma alcuni dati stanno diventando ormai e purtroppo molto nitidi.
Atilio Boròn nel suo blog sottolinea la gravità e l'emblematicità di un articolo comparso sulla Military Review (organo delle forze armate statunitensi) a firma di uno degli intellettuali di punta della Israel Lobby americana, Amitai Eztioni, consulente di divese amministrazioni USA. (vedi http://www.atilioboron.com/ ). Nell'articolo e poi in una intervista rilasciata alla corrispondente di Ha'aretz da Washington, Eztioni afferma che "l'unica opzione accettabile è un attacco militare esemplificante contro l'Iran" e che qualsiasi altra alternativa vada scartata.
In questi giorni va segnalata anche la visita improvvisa del Capo di Stato Maggiore statunitense, ammiraglio Michael Mullen, a Tel Aviv. Mullen si è incontrato con i vertici militari israeliani per discutere appositamente il dossier Iran.
Mercoledì, l’agenzia iraniana Fars ha fatto uscire la notizia che a 8 km da Tabuk, in pieno deserto, l’Arabia Saudita ha prestato un eliporto alle squadriglie da combattimento dell'aviazione israeliana. I sauditi hanno negato, come qualche settimana fa quando il Times rivelò che Riad aveva concesso lo spazio aereo per un eventuale attacco a Teheran. Ma ieri una fonte anonima israeliana al Jerusalem Post, ha confermato più o meno tutto. Stessa storia per le navi nel Canale di Suez. "Una decina di giorni fa, i pescatori della zona ne hanno contate una dozzina, dieci americane e un paio israeliane, prima che le motovedette egiziane li allontanassero: e se Il Cairo ha smentito tutto, ma gli israeliani hanno provveduto a smentire la smentita. «La copertura navale è il primo passo», dicono i militari israeliani: anche per questo, ai cantieri tedeschi della Blohm & Voss è arrivata l’ordinazione urgente di due navi da guerra, 300 milioni l’una" scrive oggi il Corriere della Sera, solitamente informato benissimo su quanto avviene nelle forze armate israeliane. Si rammenta poi la presenza nel Golfo Persico di sottomarini israeliani dotati di missili da crociera.Contemporaneamente si segnala il lancio di un altro satellite spia israeliano - l'Ofek 9 - che transiterà sui cieli iraniani.
Il Gulf Daily News - riprendendo una fonte locale - segnala invece movimenti di forze speciali Usa e israeliane in Georgia e soprattutto in Azerbaigian, al confine con l’Iran. http://www.gulf-daily-news.com/NewsDetails.aspx?storyid=281041
Siamo dunque alla vigilia di quello "scossone" che Israele vuole imporre all'agenda politica mediorientale e internazionale? Israele è disposta a tutto pur di uscire dall'isolamento e dall'empasse in cui si è cacciata a causa della sua politica aggressiva (ultima in ordine di tempo il sanguinoso attacco contro la Freedom Flottiglia nel Mediterraneo) e dell'apartheid contro i palestinesi che il mondo non è più disposto ad accettare. Ma è proprio questo il problema del mondo: i pericoli che derivano dalla politica dell'escalation israeliana e dalla sua sindrome di Sansone. Paradossalmente - ma non del tutto - sarebbe meglio che l'Iran disponesse già delle armi atomiche. Sarebbe questo l'unico impedimento materiale - la mutua distruzione assicurata - ad una guerra devastante e pericolosa per tutti.
 
* www.contropiano.org
 
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