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pace e guerra

sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
son come vento e tempesta.
La guerra cresce dalla loro pace
come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
i suoi lineamenti orridi.
La loro guerra uccide
quel che alla loro pace
è sopravvissuto.

B. Brecht

 

 
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Appelli
NO MUOS, 1 luglio a Niscemi PDF Stampa E-mail

Manifestazione nazionale no Muos. Il 1 luglio a Niscemi


Appello dell’ USB per la manifestazione nazionale NO MUOS del 1° luglio a Niscemi

Nonostante l’asfissiante repressione, non s’arresta la mobilitazione contro l’installazione e l’entrata in funzione a Niscemi del Muos e per lo smantellamento delle 46 antenne della base Nrtf, causa di inquinamento e di impatto elettromagnetico sugli abitanti e sull’ambiente. Per la sua valenza strategica, il Muos di Niscemi permette la massima potenza all’apparato di comunicazioni militari USA e, attualmente, ogni tipologia di azione di guerra “nell’area” viene gestita tramite questo apparato, compreso l’uso dei droni nelle missioni di guerra.

In questo scenario, la Sicilia è un vera e propria fortezza militare nelle mani dei comandi militari statunitensi, che operano in sintonia con la Nato e i governi dell’Ue. L’Ue, oltre al ruolo militarista, svolge attraverso Frontex (che ha sede a Catania) il ruolo determinante contro i migranti.

L’USB aderisce alla manifestazione nazionale dell’1 luglio contro il Muos, sia come importante mobilitazione per rilanciare la lotta contro questa struttura e contro la guerra, ma anche per il rilancio della stessa lotta per la smilitarizzazione della Sicilia, da Niscemi, a Birgi, ad Augusta, a Sigonella…

IL 1° LUGLIO, A NISCEMI E DA NISCEMI, CONTRO IL MUOS, L’UE E LA NATO

 
Appello contro le armi nucleari PDF Stampa E-mail

Buttiamo a mare le armi nucleari, appello all’Italia


Nazioni Unite. Occasione storica si è aperta all’Onu, per ora assente dai negoziati il nostro Paese
Nei giorni scorsi sono iniziati nel Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite i lavori della sessione decisiva
del negoziato che il 7 luglio definirà il trattato che si propone di eliminare le bombe nucleari dal
mondo. Sarà un evento storico.
Oggi esistono trattati internazionali che mettono al bando le armi chimiche e batteriologiche, il cui
uso è considerato dalla comunità internazionale come crimine, ma rimane il paradosso che non
esiste nessun trattato che metta al bando le armi più inumane di tutte, quelle nucleari.
Circola già la bozza di un trattato che sarebbe il primo a coinvolgere i paesi della Terra in una
iniziativa per la liberazione del nostro pianeta dal più grave pericolo per l’umanità, il possibile uso
delle armi di sterminio di massa che non siamo ancora stati capaci di vietare. La sola minaccia
dell’uso e la sola esistenza delle armi nucleari sono fonti di violenza e di paura fra i popoli.
Come Manlio Dinucci ricordava sul manifesto del 6 giugno, fino ad ora il governo italiano non ha
partecipato al negoziato, allineandosi con gli Stati Uniti e gli altri paesi della Nato. Vari appelli
hanno chiesto al Parlamento di dare disposizioni al governo perché partecipi attivamente a tali
trattative e aderisca al trattato che sta per essere approvato dalla maggioranza dei membri delle
Nazioni Unite, ma finora il governo italiano non ha indicato tale intenzione.
L’esigenza di eliminare per sempre dalla storia le armi nucleari è stata rimarcata con parole molto
ferme da papa Francesco, ma anche autorevoli esponenti politici, che avevano ricoperto cariche di
grande responsabilità nella politica degli Stati Uniti, l’avevano proclamata da vari anni: gli ex
Segretari di Stato o della Difesa Henry Kissinger, William Perry e George Shultz nel 2007, e
nuovamente nel 2008, avevano chiesto un mondo libero dalle armi nucleari. E come dimenticare
l’appello di D’Alema, Fini e Parisi del 2008? Perché non fanno sentire di nuovo la loro voce ora, per
risvegliare un mondo politico obnubilato da squallide manovre elettoralistiche e i miopi giochi di
potere?
Una guerra nucleare seminerebbe milioni di vittime e farebbe regredire l’umanità a livelli
primordiali. Il rischio che essa scoppi, a causa delle tensioni esasperate e incontrollabili, o per un
tragico errore (come si è verificato più volte, scongiurato solo per il sangue freddo di alcuni ufficiali),
è oggi il più alto dallinizio della guerra nucleare. Lo ha denunciato all’inizio di quest’anno il pool di
esperti del Bulletin of the Atomic Scientists, che valuta l’insieme delle tensioni e dei problemi che
gravano sull’umanità, dal riscaldamento globale, allo sviluppo demografico, alle manovre della
finanza pubblica e privata, alle esplosive sperequazioni economiche e sociali, alle guerre sempre più
devastanti. L’umanità ha assoluto bisogno di un alto livello di cooperazione e di coordinamento sul
flusso e la distribuzione di energia, di soldi, di risorse umane.
Il divieto delle armi nucleari e il relativo disarmo sarebbero una misura essenziale per ridurre questa
palese altissima conflittualità. Sarebbe un segnale di arresto e inversione di questa tendenza
distruttiva, che sta portando l’umanità verso l’abisso. Probabilmente ridurrebbe anche l’ansia
globale che incombe su miliardi di persone, che li rende facile preda per pensieri patologici estremi,
collettivi e individuali, visto che la violenza nucleare esercitata con la sua permanete minaccia è
incomparabilmente più grande di qualsiasi altra violenza bellica, incluso gli atti assassini-suicidi. La
minaccia nucleare con la sua eventuale immensa distruttività dissimula e manipola facilmente ogni
sistema e valore normativo ed etico, che di regola rende possibile senza estrema violenza la
convivenza umana in qualunque contesto sociale e familiare. Pertanto il disarmo nucleare dovrebbe
essere al primo posto nella discussione politica nazionale e internazionale.
Su coraggio, signore e signori che siete stati eletti in Parlamento perché ci assicuriate un futuro
meno violento e più sicuro, e voi del governo, che siete stati incaricati dal Parlamento di operare per
il bene della presente e delle future generazioni, fate sì che l’Italia aderisca ad un trattato che
consenta, davvero, di arrivare ad un «mondo senza armi nucleari».

 
2 Giugno a Cagliari PDF Stampa E-mail

Cagliari. Foras Fest, contra a s’ocuptazione militare

 

2 giugno 2017 - © Riproduzione possibile DIE

 
G7 aTaormina PDF Stampa E-mail

Taormina. Da oggi il G7. Manifestazioni di protesta in un territorio militarizzato

583 visualizzazioni

Oggi comincia il vertice dei G7 a Taormina. Le città siciliane interessate dagli spostamenti deileaders e delle loro consorti vengono ripulite e blindate, mentre ad altre persone viene e verrà impedito il semplice ingresso nell’isola.

A Taormina si chiudono gli ospedali e i cimiteri, la stazione di Taormina-Giardini e i treni non fermeranno nemmeno nella vicina Letojanni. A Catania si chiudono strade e tombini, e a presidiarla ci sarà una presenza militare che ricorderà probabilmente lo sbarco delle forze alleate del ’43.

Circa 7000 unità tra forze di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e militari sono impegnati nella “sicurezza”. Tiratori scelti (2900) sono stati piazzati nei punti caldi. Una no fly zone è stata attivata sui cieli della Sicilia orientale. Gli stessi abitanti di Taormina fanno la fila per rientrare a piedi in città dopo aver fatto la spesa. Le coste saranno sorvegliate e verrà sbarrato ogni tipo di accesso via mare. Il C.A.S.A. (Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo) è stato attivato e collaborerà con l’intelligence statunitense.

Si registra un clima di terrore sia tra gli abitanti di Giardini, per paura delle manifestazioni, alimentato da una stampa locale pilotata (domani 27 maggio alle 15 si ritroveranno a coloro che vorranno manifestare contro il G7), sia tra militanti e attivisti, che in questi ultimi giorni sono stati colpiti dalla repressione preventiva con denunce, multe e fogli di via.

Le giornate contro il G7 sono tre (26, 27 e 28) e si svolgeranno in varie parti tra Catania e Giardini. Ma da tempo sono già in corso una serie di iniziative locali “verso” il G7.

In mattinata, alle 10, ci sarà la conferenza stampa in Piazza del Municipio a Giardini Naxos e poi alle 17.30 ci sarà un’assemblea popolare contro il vertice, sempre nella stessa piazza, organizzata dalla “Rete NO G7 Sicilia”.

Contemporaneamente (26 pomeriggio e 27 mattina) a Catania si svolgerà il “Controvertice dei popoli”, organizzato dalla Rete catanese contro il G7, con un’assemblea al Cinema King, dalle 16.30 in poi, in cui interverranno Maria Toma Li’Xi’l, un’indigena maya del Guatemala, Fray Tomàa Gonzales Castillo Francescano dal Messico, Lucia Borghi di Borderline Sicilia, Piero Bernocchi dei Cobas, Luciano Manna di Peacelink Taranto, Stefania Tarantino dell’Università di Napoli- Rete delle Città Vicine, Aboubakar Sumahoro per la Coalizione Sans Papiers e USB, Imed Soltani di Terre pour tous (Tunisia), Umberto Santino del Centro Impastato, Pippo Gurrieri del Coordinamento regionale dei Comitati NoMuos, Davide Carnemolla di Welcome to Europe, rappresentanti dell’UIKI, Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia, e infine un rappresentante di CarovaneMigranti.

Sempre a Catania e sempre oggi, ma di sera alle 20.00, in piazza Federico di Svevia (per i catanesi Piazza Castello), avrà luogo una “Serata No Frontex/NoG7”, con interventi, proiezioni, musica, animazione artistica, cena sociale.

Ma l’evento più atteso sarà la manifestazione di Giardini, domani pomeriggio, con concentramento alle ore 15.00 al Parcheggio Salluzzo (spostata dalla Questura di Messina dal precedente luogo di ritrovo del Piazzale Terminal Bus di Recanati). Il percorso si snoderà dal luogo di ritrovo attraverso via Consolare Valeria, via Dalmazia, Lungomare Naxos, Lungomare Tysandros, Lungomare IV Novembre, Lungomare Regina Margherita per concludersi in Piazza del Municipio.

Sono attese circa 4 mila persone secondo gli organizzatori, provenienti principalmente dalla Sicilia, ma ci saranno anche rappresentanze di forze politiche e sindacali nazionali, alcune delle quali si ritroveranno dietro lo striscione di Eurostop.

L’ultimo atto si avrà domenica 28 maggio alle ore 10, con la conclusione delle giornate NoG7 con assemblea al Centro GAPA via Cordai 47, Catania, per un assemblea in cui si tireranno le conclusioni delle giornate.

Guarda la conferenza stampa della Rete contro il G7

 

 
Napoli: 13 maggio/NO alla base NATO di Lago Patria/Giugliano PDF Stampa E-mail

Napoli. L’Italia si prepara alla guerra.

yfjnjm

L’Italia continua nella sua politica militarista e di aggressione. L’8 maggio in Sardegna e nel Mediterraneo Centrale ha preso il via l’esercitazione interforze e internazionale “Mare Aperto 2017”  che durerà 10 giorni.

Come apprendiamo dal sito del Ministero della difesa (http://www.difesa.it/Primo_Piano/Pagine/Mediterraneo_Centrale_al_via_l_esercitazione_Mare_Aperto.aspx)

All’esercitazione “Mare Aperto” – primo evento addestrativo complesso annuale della Marina Militare italiana condotta dal Comandante in Capo della Squadra Navale– partecipano anche assetti dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare, oltre a unità navali dei due gruppi permanenti della NATO e della Forza Marittima Europea.

In mare oltre alla portaerei Cavour, con i velivoli AV8B imbarcati, navi e sommergibili della Marina Militare e 11 navi provenienti da Canada, Francia, Polonia, Portogallo, Spagna e Turchia, inquadrate nei Gruppi marittimi permanenti della NATO e nella Forza Marittima Europea.

La Marina, inoltre, schiererà la Brigata Marina San Marco. Prenderanno parte all’esercitazione anche velivoli TornadoAMXCAEWPredatorKC 767 dell’Aeronautica Militare nonché il reggimento Lagunari, elicotteri AW-129, un posto comando di artiglieria terrestre ed un posto comando di artiglieria antiaerea dell’Esercito Italiano…..La “Mare Aperto” integra anche l’esercitazione di contromisure mine IT MINEX, coinvolgendo il comando delle Forze di Contromisure Mine della Marina e la forza permanente di contromisure mine della NATO. L’iniziativa è mirata all’addestramento complesso della Marina Militare, in particolare, e delle Forze Armate in generale, finalizzata al mantenimento di elevati standard di interoperabilità ed integrazione delle forze nazionali e NATO, per la sicurezza marittima comune dell'Italia, europea e dell’Alleanza Atlantica”.

Nonostante persino il  Comipa (Comitato misto paritetico sulle servitù militari) avesse bocciato nel dicembre scorso il calendario delle esercitazioni militari previste nei poligoni della Sardegna, il ministro della Difesa Roberta Pinotti lo ha imposto d'imperio.

Ancora una volta le prime vittime dei ‘giochi di guerra’ sono i sardi. Nonostante la smisurata dimensione di demanio e servitù militare già a disposizione, questa esercitazione, che si protrarrà fino al 20 maggio, oltre a militarizzare completamente il porto di Cagliari (dove sono presenti ben 23 navi da guerra), impone restrizioni militari in tutto il mare sardo sia ai pescherecci che alle imbarcazioni commerciali e turistiche.   

Le associazioni dei pescatori e gli antimilitaristi sardi hanno già annunciato proteste contro il programma ‘Mare aperto’. Tocca anche a noi fare la nostra parte.

Contro le aggressioni agli altri popoli

Contro l’aumento delle spese militari e le politiche interventiste del governo italiano

Contro la presenza di tutte le basi militari

Per il ritiro immediato delle truppe italiane all’estero

Riprendiamo la lotta contro la guerra ed il militarismo

Diciamo No a Napoli base di guerra

Sabato 13 maggio ore 10,30

Presidio

alla base NATO di Lago Patria/Giugliano – Napoli

per saperne di più:

http://www.aviation-report.com/esercitazione-mare-aperto-2017/

http://www.sardiniapost.it/cronaca/giochi-guerra-nel-mare-cagliari-via-allesercitazione-interforze-mare-aperto/

http://www.youtg.net/v3/index.php/top-news/432-grandi-giochi-di-guerra-in-mare-porto-di-cagliari-militarizzato-divieti-da-teulada-a-costa-rei-ecco-tutte-le-mappe

http://www.sardiniapost.it/politica/esercitazioni-militari-pacifisti-si-mobilitano-stop-mare-aperto/

 
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