Home arrow Appelli
Mercoledi, 29 Luglio 2015
Menu redazione
Home
Chi siamo - Who we are
Dove siamo
Contatti-redazione
Notiziario
Comunicati
Appelli
Notizie dall'Italia
Notizie dal Mondo
English-Spanish-news

Condividi

Sezioni
Basi USA-NATO ITALIA
Link
APPROFONDIMENTI
INIZIATIVE
NOTIZIE
Multimedia
Galleria fotografica
Filmati
Mat.propaganda
Archivio per data
Visualizza archivio
Archivio news letter
Newsletter
Mailing Disarmiamoli


Ricevi HTML?


pace e guerra

sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
son come vento e tempesta.
La guerra cresce dalla loro pace
come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
i suoi lineamenti orridi.
La loro guerra uccide
quel che alla loro pace
è sopravvissuto.

B. Brecht

 

 
I piu' letti
Immagini nel sito
Eventi
<<  July 2015  >>
 Mo  Tu  We  Th  Fr  Sa  Su 
    1  2  3  4  5
  6  7  8  9101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  
Appelli
Campeggio No Mous a Niscemi PDF Stampa E-mail

Agosto No Muos in Sicilia

Agosto No Muos in Sicilia

Anche quest'anno arriva l'Estate No Muos con una Mobilitazione dal 6 al 9 Agosto con Seminari, Spettacoli, Concerti, Campeggio e naturalmente la Manifestazione Nazionale No Muos.

 guarda il video No Muos su https://www.youtube.com/watch?


6-9 Agosto 2015
Campeggio No Muos presso il Presidio No Muos di Niscemi (CL) in Contrada Ulmo.

Programma del Campeggio Estivo Antimilitarista, Antimperialista, No War:

6 Agosto 2015
° Iniziativa #MaceroNO (Salva un Libro dal Macero)

° Banchetti No Muos informativi nel paese.

7 Agosto 2015
° Dibattito fra antimilitaristi, antimperialisti e pacifisti (presenti rappresentanti della lotta inKurdistan, in Ucraina e Palestinese).

° Ore 21:00 Concerto "INGRESSO LIBERO"
Duo Coppola ---&gt;&nbsp;http://tinyurl.com/DuoCoppola
Davide Di Rosolini ---&gt;&nbsp;http://tinyurl.com/DavideDiRosolini

° Tutti i Pullmans disponibili per arrivare a Niscemi per la Manifestazione No Muos -ManifestazioneNazionale Antimilitarista No Muos
#EstateNoMuos #CiVediamoANiscemi #8A

- Sabato 8 Agosto 2015
presso Presidio No Muos in Contrada Ulmo - Niscemi

PULLMAN IN PARTENZA DA:

CATANIA ---&gt;&nbsp;http://tinyurl.com/NmNCatania
Prezzo biglietto: € 5,00
"Orario e luogo di partenza: ancora da definire!"
Per info e prenotazioni:
C.s.a. Officina Rebelde Via Coppola n° 6
Telefono&nbsp;320 7435917
mail:&nbsp; Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

MESSINA ---&gt;&nbsp;http://tinyurl.com/NmNMessina
Partenza Ore 9:00 - Piazza Duomo - Messina
Per info e prenotazioni:
Valentina 338 7478956

MODICA ---&gt;&nbsp;http://tinyurl.com/NmNModica
Partenza Ore 11:30 - Piazzale Falcone Borsellino (BARICENTRO)
Per info e prenotazioni:
Paola 333 9034066
Sabina 338 2503405

Per inserire Pullman in partenza da altre Città:
Scrivere un commento sull'evento
o contattaci ---&gt;&nbsp;https://www.facebook.com/NotizieNoMuos

Per aggiornamenti ---&gt;&nbsp;http://tinyurl.com/Pullman8Agosto2015


*NB: La partecipazione all'evento facebook non comporta la prenotazione.
Per prenotare i posti, o ulteriori info chiamare i numeri a disposizione indicati per la cittàinteressata!

9 Agosto 2015
° Sit-in di protesta in commemorazione dei bombardamenti su Nagasaki.

° Dibattito finale e saluti.
&nbsp;SIETE TUTTI INVITATI !!! BUONA LOTTA SUI TERRITORI, PER LA LIBERAZIONE DEITERRITORI STESSI DAGLI ABUSI DELL'IMPERIALISMO A TUTTI !!!

Per aggiornamenti segui: No Muos - Notizie


6-9 Agosto 2015
Campeggio No Muos presso il Presidio No Muos di Niscemi (CL) in Contrada Ulmo.

Programma del Campeggio Estivo Antimilitarista, Antimperialista, No War:

6 Agosto 2015
° Iniziativa #MaceroNO (Salva un Libro dal Macero)

° Banchetti No Muos informativi nel paese.

7 Agosto 2015
° Dibattito fra antimilitaristi, antimperialisti e pacifisti (presenti rappresentanti della lotta inKurdistan, in Ucraina e Palestinese).

° Ore 21:00 Concerto "INGRESSO LIBERO"
Duo Coppola ---&gt;&nbsp;http://tinyurl.com/DuoCoppola
Davide Di Rosolini ---&gt;&nbsp;http://tinyurl.com/DavideDiRosolini

° Tutti i Pullmans disponibili per arrivare a Niscemi per la Manifestazione No Muos -ManifestazioneNazionale Antimilitarista No Muos
#EstateNoMuos #CiVediamoANiscemi #8A

- Sabato 8 Agosto 2015
presso Presidio No Muos in Contrada Ulmo - Niscemi

PULLMAN IN PARTENZA DA:

CATANIA ---&gt;&nbsp;http://tinyurl.com/NmNCatania
Prezzo biglietto: € 5,00
"Orario e luogo di partenza: ancora da definire!"
Per info e prenotazioni:
C.s.a. Officina Rebelde Via Coppola n° 6
Telefono&nbsp;320 7435917
mail:&nbsp; Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

MESSINA ---&gt;&nbsp;http://tinyurl.com/NmNMessina
Partenza Ore 9:00 - Piazza Duomo - Messina
Per info e prenotazioni:
Valentina 338 7478956

MODICA ---&gt;&nbsp;http://tinyurl.com/NmNModica
Partenza Ore 11:30 - Piazzale Falcone Borsellino (BARICENTRO)
Per info e prenotazioni:
Paola 333 9034066
Sabina 338 2503405

Per inserire Pullman in partenza da altre Città:
Scrivere un commento sull'evento
o contattaci ---&gt;&nbsp;https://www.facebook.com/NotizieNoMuos

Per aggiornamenti ---&gt;&nbsp;http://tinyurl.com/Pullman8Agosto2015


*NB: La partecipazione all'evento facebook non comporta la prenotazione.
Per prenotare i posti, o ulteriori info chiamare i numeri a disposizione indicati per la cittàinteressata!

9 Agosto 2015
° Sit-in di protesta in commemorazione dei bombardamenti su Nagasaki.

° Dibattito finale e saluti.
&nbsp;SIETE TUTTI INVITATI !!! BUONA LOTTA SUI TERRITORI, PER LA LIBERAZIONE DEITERRITORI STESSI DAGLI ABUSI DELL'IMPERIALISMO A TUTTI !!!

Per aggiornamenti segui: No Muos - Notizie

 
Appello contro la "profuguerra" PDF Stampa E-mail

Si avanza una “profuguerra”

  •  
  •  Alex Zanotelli *
  •  
Si avanza una “profuguerra”

Mentre si ripetono le menzogne di 100 fa, ecco quelle di oggi targate Italia e Ue.

L’Alto Rappresentante della politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, sostenuta a spada tratta dal governo Renzi, da settimane preme per ottenere dall’Onu il mandato per un’azione militare con lo scopo di distruggere i barconi degli scafisti nelle acque libiche e bloccare così l’esodo dei profughi. L’Italia sta brigando per essere capofila di questa coalizione militare che, con un’operazione navale e anche terrestre (così sostiene il Guardian) andrà a colpire gli scafisti.

Eppure se c’è una nazione che dovrebbe defilarsi è proprio l’Italia, particolarmente odiata dai libici come ex-potenza coloniale. Quando la Libia è stata una nostra colonia, noi italiani abbiamo impiccato e fucilato oltre centomila libici. Non contenti abbiamo partecipato attivamente a quella assurda guerra, iniziata dalla Francia e dall’Inghilterra nel 2011 per abbattere il regime di Gheddafi, che ha portato all’attuale situazione caotica della Libia. Ed ora l’Italia si prepara a guidare un’altra azione militare che, con il pretesto di salvare i profughi da morte nel Mediterraneo, creerà un altro disastro umano.

Anche se riuscissimo a distruggere i barconi degli scafisti (non sarà così facile!) non faremo altro che aggravare la situazione di milioni di profughi sub-sahariani, mediorientali e asiatici intrappolati ora in un Paese in piena guerra civile. Amnesty international in un suo recente rapporto parla di massacri, abusi, violenze sessuali, torture e persecuzioni (49 cristiani provenienti dall’Egitto e dall’Etiopia sono stati decapitati) perpetrate contro i profughi. Non è più possibile chiudere gli occhi – dice Philip Luther di Amnesty – e limitarsi a distruggere le imbarcazioni dei trafficanti senza predisporre rotte alternative e sicure. Altrimenti condanneremo a morte migliaia e migliaia di rifugiati, ma questo avverrà lontano dai “casti” occhi degli europei e dai media.

Il governo di Tobruk del generale Khalifa Haftar (sostenuto dall’Egitto) ha risposto: «Bombarderemo le navi non autorizzate». E anche l’ambasciatore libico all’Onu ha parlato di intenzioni «poco chiare e molto preoccupanti». Purtroppo le intenzioni sono ben chiare: è guerra! Noi invece diciamo un NO a un altro intervento militare della Ue, capitanata dall’Italia. È mai possibile che questa nuova avventura militare italiana avvenga senza una discussione in Parlamento? È mai possibile il silenzio quasi totale dei partiti politici su questo argomento?

Dobbiamo chiedere invece alla Ue e all’Italia di imporre un embargo sulla vendita di armi ai “signori della guerra” in Libia. Chiediamo altresì all’Ue perché faccia pressione sulla Tunisia e sull’Egitto perché questi due Paesi confinanti aprano le loro frontiere per accogliere i rifugiati intrappolati in Libia. Ma la Ue dovrà poi concordare con l’Egitto e la Tunisia l’apertura dei corridoi umanitari per permettere ai rifugiati di arrivare in Europa. Questa sì sarebbe una vera soluzione per i profughi e segnerebbe la sconfitta degli scafisti e delle organizzazioni criminali.

Ma la via che noi stiamo seguendo è un’altra. È quella del «Processo di Khartoum»: trattare con i governi dei Paesi da cui provengono i profughi e costruirvi campi di raccolta nei Paesi di origine, come il Sudan o l’Eritrea. Perseguendo questa politica, l’Unione Europea, tramite il Fondo Europeo per lo Sviluppo, elargirà – entro il 2020 – 312 milioni di euro al governo eritreo, senza richiedere il rispetto dei diritti umani. Questi fondi sono stati sbloccati grazie alla visita in Eritrea di una delegazione italiana (24-26 marzo 2015).

Come italiani dobbiamo solo vergognarci! Purtroppo i nostri parlamentari, che dovrebbero controllare la nostra politica estera, dormono sonni tranquilli. Chi pagherà questo protagonismo bellico italiano? Saranno proprio i profughi che il governo di Tripoli, vicino ai Fratelli Musulmani, comincia già ad arrestare e a mettere in nuovi campi di concentramento. Saranno proprio i rifugiati a pagare più pesantemente per questa azione militare, inventata per salvare vite umane! Infatti il documento presentato all’Onu parla di “danni collaterali”. Quanta ipocrisia! «Si pensa di punire chi si occupa dell’ultimo tratto del viaggio – ha scritto il generale Fabio Mini – e non i governi degli Stati che alimentano la violenza, la corruzione e la guerra creando le condizioni dalle quali i migranti vogliono fuggire».

Per questo mi appello a tutto il movimento della pace, perché abbia il coraggio di dire No a questo rigurgito di spirito guerrafondaio nel nostro Paese. È ora di urlare che «la guerra è una follia» (come dice papa Francesco).

(*) Ripreso da http://comune-info.net dove è uscito con il titolo «E’ guerra ai profughi».

 
2 giugno 2015 PDF Stampa E-mail


Appello per un mobilitazione contro la guerra il 2 giugno

L’articolo 11 della Costituzione proclama il ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. Nella realtà, il coinvolgimento dell’Italia negli scenari della “guerra globale” è crescente e multiforme: dalla partecipazione dirette nelle missioni militari , alla concessione delle basi militari in territorio italiano alle guerre USA e NATO nel Mediterraneo e nel Medio-Oriente, non trascurando l’aumento folle delle spese militari per l’ammodernamento dell’arsenale bellico. 

Insomma, tutta la politica estera del nostro paese è intrisa della scelta bellica, con una chiara responsabilità in devastazione e massacri sempre meno occultabile. L’Italia permane il solido alleato di potenze straniere apertamente impegnate in politiche di aggressione contro stati sovrani e popolazioni civili inermi. Ciò avviene per Israele contro la Palestina e l’Arabia Saudita contro lo Yemen, o con il sostegno agli “amici della Siria” coalizione complice degli jiadisti ( Contro cui combatte l’eroica resistenza curda), ma anche in Europa con il sostegno ai golpisti internamente alleati ai nazisti al potere in Ucraina e in guerra contro le autoproclamate repubbliche indipendenti ed antifasciste.

ALLORA E’ ORA DI MOBILITARSI AFFINCHE’ L’ITALIA ESCA DALLA SPIRALE DI GUERRA IN CUI E’ IMMERSA
Lo scenario della competizione economica, industriale, commerciale, finanziaria deborda sempre più frequentemente in guerra militare, ponendo in fibrillazione gli istituti politici e militari sopravvissuti alla guerra fredda, ONU E NATO in primis, il primo, incapace di fungere da camera di compensazione delle forze in campo; la seconda, diventata una alleanza di guerra proiettata ad invadere territori di paesi sovrani.


La costituzione dell’Unione Europea , in quello che comunemente si definiva come il campo occidentale, in veste di competitore globale e portatore di interessi materiali non sempre armonizzabili con quelli della superpotenza USA è l’aspetto peculiare con cui il movimento contro la guerra è chiamato a confrontarsi.
La distruzione e la conseguente tribalizzazione delle entità statali in Iraq, Libia, Siria rispondono ad un preciso disegno di dominio geo-strategico perseguito dagli USA in proprio o in ambito NATO, che lascia sul campo i suoi frutti avvelenati principalmente ai suoi “alleati europei”, vedi situazione in Libia, dove il nostro paese è storicamente coinvolto.
La guerra era e resta sempre solo strumento di distruzione e morte ; le devastazioni di intere regioni, i crimini perpetrati contro moltitudini di esseri umani la cui unica colpa e quella di essere nati nelle “parti sbagliate” del globo hanno visto il proliferare di meccanismi di sostegno ideologico agli interventi militari e di mistificazione della loro reali motivazioni, sotto la coltre della guerra umanitaria e di liberazione dai regimi tirannici, operazioni alimentate in modo presocchè unanime da tutto il mondo dell’informazione occidentale. Nel nostro paese inoltre l’assunzione piena della legittimità della “guerra umanitaria o per l’estensione della democrazia” nell’orizzonte politico della maggiore forza politica di derivazione progressista, il partito democratico, ha indebolito notevolmente la diffusione di analisi critiche di stimolo alla mobilitazione di massa contro la guerra, che per decenni ha rappresentato una prerogativa dei movimenti.
Allora riannodare le reti della solidarietà e della denuncia che, pur in condizioni di difficoltà, sono attive può essere il punto di rilancio del movimento contro la guerra: dalla denuncia dell’ignavia della politica di fronte alla tragedia quotidiana degli annegamenti dinanzi alle nostre coste di derelitti in fuga dalla guerra ( di cui il nostro paese è direttamente responsabile); alla contestazione di tutta la politica estera italiana e dei processi di militarizzazione dei nostri territori ( da ultimo il MUOS in Sicilia).

Comitati di solidarietà internazionali con le vittime delle guerre e comitati territoriali impegnati in battaglie contro la presenza delle basi militari, delle armi di distruzione di massa e delle politiche di incremento delle spese belliche possono costituire la base materiale per la ricostruzione del protagonismo di massa contro la guerra.

Il 2 giugno data della festa della Repubblica, può essere l’occasione per promuovere una giornata di mobilitazione nazionale contro la guerra, articolata nelle realtà territoriali, concepita come contraltare alla parata militare sui Fori Imperiali, rimettendo al centro dell’attenzione il carattere pacifista e antifascista della nostra Costituzione.

Una giornata che si svolga in ogni luogo d’Italia con le iniziative ritenute idonee, presidi, volantinaggi marce, ecc., in prossimità di luoghi simbolo della militarizzazione e delle vittime delle politiche belliciste, caserme, CIE, CPT.

Costruiamo la giornata nazionale contro la guerra!
L’Italia ripudia la guerra e i guerrafondai!!!

RETE NOWAR
COLLETTIVO MILITANT
RETE DEI COMUNISTI
COMITATO CON LA PALESTINA NEL CUORE
COMITATO PER IL DONBASS ANTINAZISTA
PCDI
ROSS@

 
2 giugno, disertiamo la parata militare/no alla seconda guerra in Libia PDF Stampa E-mail


Appello per un mobilitazione contro la guerra il 2 giugno

  •  
Appello per un mobilitazione contro la guerra il 2 giugno

L’articolo 11 della Costituzione proclama il ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. Nella realtà, il coinvolgimento dell’Italia negli scenari della “guerra globale” è crescente e multiforme: dalla partecipazione dirette nelle missioni militari , alla concessione delle basi militari in territorio italiano alle guerre USA e NATO nel Mediterraneo e nel Medio-Oriente, non trascurando l’aumento folle delle spese militari per l’ammodernamento dell’arsenale bellico. 
Insomma, tutta la politica estera del nostro paese è intrisa della scelta bellica, con una chiara responsabilità in devastazione e massacri sempre meno occultabile. L’Italia permane il solido alleato di potenze straniere apertamente impegnate in politiche di aggressione contro stati sovrani e popolazioni civili inermi. Ciò avviene per Israele contro la Palestina e l’Arabia Saudita contro lo Yemen, o con il sostegno agli “amici della Siria” coalizione complice degli jiadisti ( Contro cui combatte l’eroica resistenza curda), ma anche in Europa con il sostegno ai golpisti internamente alleati ai nazisti al potere in Ucraina e in guerra contro le autoproclamate repubbliche indipendenti ed antifasciste.
ALLORA E’ ORA DI MOBILITARSI AFFINCHE’ L’ITALIA ESCA DALLA SPIRALE DI GUERRA IN CUI E’ IMMERSA
Lo scenario della competizione economica, industriale, commerciale, finanziaria deborda sempre più frequentemente in guerra militare, ponendo in fibrillazione gli istituti politici e militari sopravvissuti alla guerra fredda, ONU E NATO in primis, il primo, incapace di fungere da camera di compensazione delle forze in campo; la seconda, diventata una alleanza di guerra proiettata ad invadere territori di paesi sovrani.
La costituzione dell’Unione Europea , in quello che comunemente si definiva come il campo occidentale, in veste di competitore globale e portatore di interessi materiali non sempre armonizzabili con quelli della superpotenza USA è l’aspetto peculiare con cui il movimento contro la guerra è chiamato a confrontarsi.
La distruzione e la conseguente tribalizzazione delle entità statali in Iraq, Libia, Siria rispondono ad un preciso disegno di dominio geo-strategico perseguito dagli USA in proprio o in ambito NATO, che lascia sul campo i suoi frutti avvelenati principalmente ai suoi “alleati europei”, vedi situazione in Libia, dove il nostro paese è storicamente coinvolto.
La guerra era e resta sempre solo strumento di distruzione e morte ; le devastazioni di intere regioni, i crimini perpetrati contro moltitudini di esseri umani la cui unica colpa e quella di essere nati nelle “parti sbagliate” del globo hanno visto il proliferare di meccanismi di sostegno ideologico agli interventi militari e di mistificazione della loro reali motivazioni, sotto la coltre della guerra umanitaria e di liberazione dai regimi tirannici, operazioni alimentate in modo presocchè unanime da tutto il mondo dell’informazione occidentale. Nel nostro paese inoltre l’assunzione piena della legittimità della “guerra umanitaria o per l’estensione della democrazia” nell’orizzonte politico della maggiore forza politica di derivazione progressista, il partito democratico, ha indebolito notevolmente la diffusione di analisi critiche di stimolo alla mobilitazione di massa contro la guerra, che per decenni ha rappresentato una prerogativa dei movimenti.
Allora riannodare le reti della solidarietà e della denuncia che, pur in condizioni di difficoltà, sono attive può essere il punto di rilancio del movimento contro la guerra: dalla denuncia dell’ignavia della politica di fronte alla tragedia quotidiana degli annegamenti dinanzi alle nostre coste di derelitti in fuga dalla guerra ( di cui il nostro paese è direttamente responsabile); alla contestazione di tutta la politica estera italiana e dei processi di militarizzazione dei nostri territori ( da ultimo il MUOS in Sicilia).
Comitati di solidarietà internazionali con le vittime delle guerre e comitati territoriali impegnati in battaglie contro la presenza delle basi militari, delle armi di distruzione di massa e delle politiche di incremento delle spese belliche possono costituire la base materiale per la ricostruzione del protagonismo di massa contro la guerra.

Il 2 giugno data della festa della Repubblica, può essere l’occasione per promuovere una giornata di mobilitazione nazionale contro la guerra, articolata nelle realtà territoriali, concepita come contraltare alla parata militare sui Fori Imperiali, rimettendo al centro dell’attenzione il carattere pacifista e antifascista della nostra Costituzione.
Una giornata che si svolga in ogni luogo d’Italia con le iniziative ritenute idonee, presidi, volantinaggi marce, ecc., in prossimità di luoghi simbolo della militarizzazione e delle vittime delle politiche belliciste, caserme, CIE, CPT.

Costruiamo la giornata nazionale contro la guerra!
L’Italia ripudia la guerra e i guerrafondai!!!

RETE NOWAR
COLLETTIVO MILITANT
RETE DEI COMUNISTI
COMITATO CON LA PALESTINA NEL CUORE
COMITATO PER IL DONBASS ANTINAZISTA
PCDI
ROSS@

 
Nato e Ucraina PDF Stampa E-mail

Vicenza 15 maggio: la Nato e la situazione in Ucraina

  • Venerdì 15 maggio ore 20.30
via Alberto Mario 12 Vicenza
 
Ruolo delle forze Nato in Europa e situazione politico-economica in Ucraina
Relatore: Aldo Romaro - Coordinamento antifascista veneto di solidarietà con la resistenza in Donbass
 
organizza il centro culturale CLIO 
 
Durante la serata il centro di cultura permanente presenterà il fascicolo "Conoscere" sulla triste e pericolosa situazione venutasi a creare in Ucraina.
Infatti, con profonda preoccupazione, si vedono crescere, in alcuni paesi dell'est Europa forze che si ispirano all'ideologie nazi-fascista.
Tali forze, violente e antidemocratiche, riemergono prepotentemente dopo che si riteneva non potessero più avere spazi politici in Europa.
 
L'associazione Clio ritiene pertanto di non dovere e non potere essere indifferente di fronte a questa situazione.
La conoscenza, la memoria critica, l'analisi storica, possono sconfoggere vecchie e nuove forme di autoritarismo e di violenza in una Europa che deve essere sempre più pacifica, solidale e democratica.
 
Dimostriamo di non essere indifferenti.
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 9 di 230