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pace e guerra

sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
son come vento e tempesta.
La guerra cresce dalla loro pace
come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
i suoi lineamenti orridi.
La loro guerra uccide
quel che alla loro pace
è sopravvissuto.

B. Brecht

 

 
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Appelli
Tunisia, Libia PDF Stampa E-mail

Casus belli in Tunisia, intervento militare in Libia

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  •  Sergio Cararo
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Casus belli in Tunisia, intervento militare in Libia

E’ fin troppo evidente il nesso strumentale tra quanto accaduto in Tunisia, con l’attacco jihadista e la strage di turisti, con la campagna tesa a legittimare un intervento militare italiano e europeo in Libia. L'evento traumatico, il “casus belli” è avvenuto ed ha colpito degli inermi turisti italiani. Il governo Renzi, e le forze che da tempo spingono per intervenire militarmente in Libia, adesso hanno l'occasione per creare intorno a questa ennesima guerra asimmetrica il consenso necessario per far muovere aerei, portaerei e truppe di terra sulla sponda sud del Mediterraneo.

Questo sviluppo degli avvenimenti è facilmente desumibile dall'intervista rilasciata dal Presidente della Repubblica Mattarella alla Cnn, dalle comunicazioni alla Commissione Esteri dei ministri della Difesa e degli Esteri (Pinotti e Gentiloni) e da quanto Renzi ha avanzato in sede di Consiglio Europeo a Bruxelles. "A seguito dell'aggravarsi della minaccia terroristica, resa di drammatica evidenza anche dagli eventi di ieri in Tunisia, si è reso necessario un potenziamento del dispositivo aeronavale dispiegato nel Mediterraneo centrale, al fine di tutelare i molteplici interessi nazionali, oggi esposti a crescenti rischi determinati dalla presenza di entità estremiste, e assicurare coerenti livelli di sicurezza marittima", ha detto la ministra della Difesa Pinotti.

A sostegno delle tesi interventiste già si muovono i media embedded . “Per far fronte alla feroce determinazione dell’islamismo radicale, alla sua capacità di penetrazione, la politica deve innanzitutto prepararsi all’impiego della forza. La si chiami come si vuole per non turbare i nostri pudori lessicali - operazione di polizia internazionale, missione di pace ( sic !) o che altro - l’importante è capirsi sulla sostanza” scrive oggi l'editoriale del Corriere della Sera.

Il primo problema da risolvere – e qui torna funzionale lo shock della strage dei turisti a Tunisi - sarà quello della legalità dell'intervento militare. Fino ad oggi il governo italiano aveva parlato di un intervento di “peace keeping” a sostegno della mediazione tra le varie fazioni libiche (il governo riconosciuto insediato a Tobruk e il governo islamico insediato a Tripoli soprattutto). Una mediazione affidata sulla carta all'inviato dell'Onu Bernardino Leon, che fino ad oggi non ha prodotto però risultati. In Marocco sono in corso i colloqui ma stenta a venire fuori uno scenario diverso da quello di una “invocazione unilaterale” del governo di Tobruk ad un intervento esterno a proprio sostegno, il che configurerebbe un'azione militare a sostegno di una delle fazioni libiche contro tutte le altre. Sappiamo tutti che un intervento militare in Libia non potrà che avere il carattere di “peace enforcing” - ovvero una invasione diretta e non “contrattata” - con flotte schierate davanti alle coste e truppe sul terreno, cosa ben diversa da un ruolo di interposizione tra forze belligeranti per assicurare la pace. Ma sappiamo tutti che questo trasformerebbe la Libia in un pantano militare come l'Afghanistan o l'Iraq con le altre fazioni libiche impegnate a combattere le truppe straniere.

Mentre vengono presi in esame tutti gli scenari e il rapporto tra costi e benefici, nelle acque internazionali davanti alla Libia dal 2 marzo sono già in corso manovre navali da parte della Marina Militare Italiana. “Le operazioni non sono state messe in rapporto alla crisi in atto, ma un loro obiettivo dichiarato è quello di accrescere la sicurezza dell'area dove cospicui sono gli interessi italiani negli impianti estrattivi di Bouri gestiti dall'Eni, da cui parte, sino a Gela, il gasdotto Greenstream”, scrive la newsletter dell'Istituto Affari Internazionali. Con l'Egitto si è parlato di un intervento militare congiunto nel recente vertice economico a Sharm El Sheik. “C’è condivisione ampia – ha affermato Renzi dopo il colloquio con il generale/presidente egiziano Al Sisi- sulla necessità di un intervento rilevante in Libia, da realizzare a partire dagli sforzi diplomatici dell’Onu”.

Come opporsi a questo scenario dal sapore fortemente coloniale? La macchina politica, diplomatica e militare è già in moto e l'opinione pubblica, anche sotto il funesto ma provvidenziale evento traumatico di Tunisi, sembra disponibile a sostenere una azione militare vendicativa contro i gruppi jihadisti. Il fatto che l'evento scatenante sia avvenuto in Tunisia, ma che poi si intervenga in Libia, al momento non sembra suscitare le dovute domande. Su una cosa non possono esserci dubbi: dobbiamo opporci con ogni mezzo all'intervento militare coloniale in Libia, ancora una volta senza se e senza ma!Chi tentenna non potrà essere un nostro compagno di strada.

 
No ad una seconda guerra in Libia PDF Stampa E-mail

No ad una seconda guerra in Libia

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  •  Angelo Del Boca - Alex Zanotelli
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No ad una seconda guerra in Libia

L’abbattimento del regime di Gheddafi ha riportato la Libia al clima politico ed economico di due secoli fa, prima della colonizzazione italiana e ancora prima della presenza ottomana. In altre parole, si è tornati ad una tribalizzazione del territorio. Scomparsi i confini amministrativi, ogni tribù difende le proprie frontiere e sfrutta le risorse petrolifere.

Non c’è alcun dubbio che Muammar Gheddafi è stato un crudele dittatore, ma nei suoi 42 anni di regno ha mantenuta intatta la nazione libica, l’ha dotata di un forte esercito e di un’eccellente amministrazione al punto che il reddito pro-capite del libico era il più alto dell’Africa e si avvicinava a quello dei paesi europei. Ma soprattutto ha dato ai libici una fierezza che non avevano mai conosciuto.
      A tre anni dal suo assassinio (avrebbe meritato un processo), la Libia è nel caos più completo e già si parla con insistenza di risolvere la questione inviando truppe dall’estero per organizzarvi una seconda, micidiale e sciagurata guerra. Nel corso della prima infausta guerra, voluta soprattutto dalla Francia di Sarkozy, il paese ha subìto danni immensi, 25 mila morti e distruzioni valutate dal Fondo Monetario Internazionale in 35 miliardi di dollari.
Poichè le voci di un intervento militare italiano si fanno più frequenti, noi chiediamo alle autorità del nostro Paese di non commettere il gravissimo errore compiuto nel 2011 quando offrimmo sette delle nostre basi aeree e più tardi una flotta di cacciabombardieri per aggredire un paese sovrano, violando, per cominciare, gli articoli 11, 52, 78 e 87 della nostra Costituzione.
In un solo caso l’Italia può intervenire, nell’ambito di una missione di pace e dietro la precisa richiesta dei due governi di Tripoli e di Tobruk che oggi si affrontano in una sterile guerra civile. Ma anche in questo caso l’azione dell’Italia deve essere coordinata con altri paesi europei e l’Unione Africana(UA).
Animati soprattutto dal desiderio di riportare la pace in un paese la cui popolazione ha già sofferto abbastanza.
Ci appelliamo al nostro ministro degli esteri Gentiloni, chè non si faccia catturare dai venti di guerra che stanno soffiando insistenti. Ma sopratutto chiediamo a tutto il movimento per la pace perchè faccia pressione sul governo Renzi perchè l’Italia , come ex-potenza coloniale, porti i vari rivali libici attorno a un tavolo. Questo per il bene della Libia, ma anche per il bene nostro e dell’Europa.
Angelo Del Boca
Alex Zanotelli
 
Pisa; di fronte alla base della Folgore PDF Stampa E-mail

Campagna contro la guerra a Pisa: di fronte alla base della Folgore

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  •  Redazione Contropiano Pisa

Campagna contro la guerra a Pisa: di fronte alla base della Folgore
Con un presidio e una conferenza stampa si è svolto questa mattina il primo appuntamento della campagna di mobilitazione antimilitarista "Le guerre di aggressione ai popoli dell'est e del medio oriente partono da Pisa. Fermiamole!" (http://contropiano.org/eventi/item/27083-pisa-le-guerre-partono-da-qui), promossa dalle realtà politiche, antimilitariste e dai singoli pacifisti e antimperialisti che hanno aderito all'appello lanciato dalla Rete dei Comunisti (http://contropiano.org/articoli/item/26943). I promotori si sono dati appuntamento di fronte alla caserma Gamerra, destinata ad ospitare il Comfose (Comando delle Forze Speciali dell'Esercito), dietro uno striscione che recitava "No alle truppe speciali, sì a lavoro e servizi sociali", e dei cartelli che evidenziavano il ruolo della nostra città come centro operativo per le guerre imperialiste presenti e future, e il fatto che, a fronte di un aumento delle spese militari, che arriverà in un anno al 2 % /2,2 % del Pil (circa 100 milioni di euro al giorno), il governo Renzi sta accelerando nella distruzione di ogni diritto del mondo del lavoro, e sul taglio a sanità, istruzione e servizi sociali. 

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Erano presenti al presidio realtà politiche come la Rete dei Comunisti, Rifondazione Comunista, il Progetto Rebeldìa, rappresentanti del Coordinamento No Hub, il giornalista e saggista Manlio Dinucci e singoli attivisti aderenti all'appello, che hanno risposto alle domande dei giornalisti spiegando le parole d'ordine della mobilitazione che vedrà come prossimi appuntamenti l'assemblea del 30 ottobre (ore 21, presso il Circolo agorà) e il presidio antimilitarista del 4 novembre (h.17 C.so Italia - Logge dei Banchi) in occasione della “festa delle forze armate” e nella ricorrenza della 1° guerra mondiale.
 

Per lo scioglimento del Comfose, la chiusura di Camp Darby, l'uscita dell'Italia dalla Nato e lo storno delle immense risorse pubbliche impiegate per le spese militari per rilanciare l'occupazione e le spese per sanità, istruzione, trasporti e tutele sociali.

 
Catania contro la Nato PDF Stampa E-mail

Catania. Il 2 e 3 ottobre mobilitazioni contro la Nato

Catania. Il 2 e 3 ottobre mobilitazioni contro la Nato

Dal 2 Ottobre si riunirà a Catania il” gruppo speciale Mediterraneo e Medioriente dell'Assemblea parlamentare della Nato”. In una città come Catania, dove un operaio si è bruciato vivo per rivendicare,dopo essere stato licenziato,il diritto a vivere lavorando, chi ci governa non trova di meglio che promuovere questa inutile passerella per giustificare le micidiali politiche razziste e di guerra della Nato e della fortezza Europa.

 

Negli stessi giorni a Napoli si riunisce il consiglio della Banca Centrale Europea, anche qui per giustificare il disastro sociale provocato dalle loro politiche di austerità, di privatizzazione dei beni comuni e di crescente precarizzazione del mercato del lavoro.

 

Mentre la disoccupazione aumenta ed i consumi si riducono, il governo delle larghe intese aumenta le spese militari( +10 miliardi quest'anno), compra i micidiali F35 e contribuisce alle criminali strategie di guerre imperialiste Usa-Nato, calpestando l'art.11 della Costituzione.

 

La Sicilia è sempre più trasformata in un avamposto di guerra per la presenza di basi militari Usa-Nato (Sigonella, Niscemi, Trapani-Birgi ,Augusta...), ed è anche diventata una prigione-ghetto per i migranti e richiedenti asilo che fuggono dai loro paesi anche a causa dei criminali interventi “umanitari”che avrebbero dovuto” esportare la democrazia” in Irak,Afghanistan, Libia, Siria, Yemen, Corno d'Africa . Chi ci ha governato in questi anni ha voluto blindare le nostre frontiere e territori, trasformando porzioni della nostra isola in lager dove tenere segregate a tempo indeterminato migliaia di persone,  come accade nel mega Cara di Mineo . Il Mediterraneo, il mare che storicamente è stato luogo di incontro e condivisione di popoli e culture, è ormai diventato un immenso cimitero marino: sono decine di migliaia le vite sparite nel nulla che gridano rispetto dei loro diritti negati, verità e giustizia.

 

Con quale dignità i parlamentari della Nato dilapidano ingenti risorse pubbliche parlando di politiche migratorie e di Medioriente, quando dalla strage del 3 ottobre a Lampedusa nulla si è fatto per modificare vergognose legislazioni liberticide che tante tragedie e vittime innocenti hanno causato ed invece hanno ingrassato le mafie mediterranee? Sono le politiche governative ed europee le principali responsabili dei frequenti naufragi: se si fosse riconosciuta la protezione umanitaria di 1 anno a tutti/e coloro che fuggono dalle guerre (come è avvenuto per irakeni ed afghani ), in poche settimane migliaia di richiedenti asilo avrebbero potuto ricongiungersi ai propri familiari in altri paesi europei. Richiediamo pertanto l'immediata apertura di canali umanitari per chi fugge dalle guerre. Non accettiamo l'arruolamento nella nuova crociata contro il terrorismo dell'ISIS, quando a promuoverla sono Stati che praticano da decenni politiche genocide e terroriste per reprimere le resistenze in Medioriente dei popoli palestinese e kurdo; rifiutiamo il pericoloso allarmismo contro i pericoli inventati di epidemie ed infiltrazioni terroristiche per alimentare demagogicamente la cultura dell'odio, dell'islamofobia e dello “scontro di civiltà”.

 

No alla NATO, No al Muos, No alle guerre; Mai più naufragi: Diritto d'Asilo Europeo per non morire!La nostra Europa non ha confini- Mai più clandestini, ma cittadini!

Giovedì 2 ottobre, in via Etnea di fronte chiesa Collegiata ore 10 conferenza stampa, segue presidio

Venerdì 3 ottobre ore 17,30 (concentramento di fronte villa Bellini) manifestazione in via Etnea

 promotori: Rete Antirazzista Catanese, Comitato NoMuos/NoSigonella, Cobas Scuola (Ct), Officina Rebelde, La Città Felice, Unione degli Studenti,LILA, Catania Bene Comune, Rifondazione Comunista, Azione Civile, Altra Europa-Catania, Giovane Rivoluzione. hanno aderito: coordinamento regionale dei Comitati NoMuos, ANPI-Ct,...

 
Campeggio di lotta NoMuos PDF Stampa E-mail

Niscemi. Manifestazione e campeggio di lotta contro il Muos

Niscemi. Manifestazione e campeggio di lotta contro il Muos

 IL PROGRAMMA DEL CAMPEGGIO NO MUOS NEL DETTAGLIO

6 agosto
ore 18, Apertura del campeggio
ore 20,30, Cena sociale (a cura de Lotto con l’Orto)
ore 22,30, Festa di accoglienza: Dj Set

7 agosto
ore 9, volantinaggio al paese (mercato ecc.)
ore 11, assemblea dei gruppi di lavoro (accoglienza, informazione, cucine, campeggio, eventi)
ore 13, pranzo sociale
ore 16, Assemblea di lavoro del campeggio
ore 17, Incontro dibattito servitù militari /fronti d guerra + forum Palestina
ore 20,30 cena sociale
ore 21,30 Concerto
dalle 24 “fuori onda”

8 agosto
Ore 11, Assemblea dei gruppi di lavoro
ore 13 pranzo sociale
ore 16, assemblea di campeggio
ore 17,30, Assemblea delle realtà impegnate nelle lotte territoriali
ore 20,30, cena sociale
ore 22,30, spettacolo Soc Italia
ore 24, “fuori onda”: proiezione alle reti della base

9 agosto
Ore 10, assemblea dei gruppi di lavoro
ore 11, assemblea di campeggio
ore 12/14 pranzo sociale
ore 14,30, Concentramento manifestazione
Festa serale

10 agosto

Ore 12, sede coordinamento Niscemi: conferenza stampa e volantinaggio in paese
ore 12, pranzo sociale (a cura del comitato di Ragusa)
ore 16, assemblea di campeggio
ore 17, niscemi, zona Trappeto, iniziativa su questioni di genere
ore 20,30, cena sociale (a cura del comitato di Ragusa)
ore 22, Spettacolo sulla Palestina – segue concerto
dalle 24, “fuori onda”

11 agosto
Ore 11, Assemblea gruppi di lavoro
ore 13 pranzo sociale
ore 16, assemblea di campeggio
ore 17,30, dibattito sulle prospettive del movimento
ore 20,30, cena sociale
ore 21,30 With Love Festival con sorteggio (riffa del comitato di Palermo)

12 agosto

Ore 13, pranzo di chiusura del campeggio.

Per arrivare a Niscemi è necessario, a meno che non si venga da qualche zona della Sicilia centrale, passare da Catania o comunque prendere la Catania-Gela, quindi le informazioni che vi daremo vi spiegheranno come arrivare a Niscemi a partire da questa città. Per arrivare a Niscemi con la macchina è necessario prendere la Catania-Gela da Catania in direzione di Gela ed uscire allo svincolo per Niscemi. Col treno è possibile arrivare fino a Caltagirone, ma da Caltagirone a Niscemi la linea è interrotta e quindi per arrivare da Caltagirone a Niscemi sarà necessario prendere un autobus, la stazione degli autobus è nella stessa piazza della stazione dei treni e quindi potrete farvi il biglietto al tabaccaio della stazione appena scesi dal treno. In ogni caso consigliamo di prendere un autobus a partire da Catania. Se arrivate a Catania col treno, anche stavolta troverete la stazione dei bus nella stessa area di quella dei treni e potrete fare immediatamente i biglietti nella biglietteria Interbus-Etnatrasporti. Gli orari dell’autobus per Niscemi sono i seguenti:http://www.interbus.it/Orarietariffe.aspx?locPartenza=1833&locArrivo=0%284630&DataPartenza=21/07/2014 . Se arrivate all’aeroporto vi basterà, invece, prendere la navetta per la stazione centrale degli autobus urbani, che è esattamente nella stessa piazza in cui insiste la stazione dei treni e dalla quale partono gli autobus extraurbani. Se gli orari di autobus e treni vi impongono di soffermarvi una notte a Catania, per esigenze di cambio, è possibile chiedere ospitalità al CSA Officina Rebelde che è sito in una zona centralissima e poco distante dai terminal di autobus e dalla stazione dei treni, inviando per tempo una mail a  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .

ARRIVATI A NISCEMI:

Con la macchina dovete entrare in paese e dirigervi verso contrada Ulmo, prendendo la strada provinciale n° 10 in direzione di Caltagirone e svoltando per l’abbeveratoio di contrada Apa, qui il percorso con Google Maps

Se arrivate con l’autobus di Linea, scendete alla prima fermata e sarete su questo stesso percorso, che potete fare a piedi e vi impiegherà circa un’oretta di tempo o magari chiedete un passaggio in autostop (non ci sono autobus urbani di linea che vi possano portare in presidio), visto che tutti sanno dov’è il presidio.

ARRIVATI AL PRESIDIO, presentatevi all’accoglienza per lasciare un contributo economico minimo (3 euro) che consentirà di affrontare le spese di gestione del campeggio, per lasciare i vostri contatti ai compagni ed alle compagne del movimento No Muos e soprattutto per essere coinvolti nelle attività di organizzazione e di gestione del presidio.

E’ POSSIBILE VENIRE ANCHE ESCLUSIVAMENTE PER IL CORTEO DEL 9 AGOSTO, che partirà alle 15:00 dalla Sughereta di Niscemi ( QUI L’EVENTO FACEBOOK: https://www.facebook.com/events/1471969993046673/?fref=ts). Causa eventuali problemi con la questura e le autorizzazioni, che in passato ci sono stati, si consiglia di rimanere sempre connessi con l’evento facebook per essere informati di eventuali cambiamenti.

Per il 9 agosto partirà da Catania un autobus organizzato dal coordinamento studentesco Kaos, qui l’evento:https://www.facebook.com/events/1487713041465227/?ref_dashboard_filter=calendar
Potete contattare pure Officina Rebelde, per dei posti.

PURE DA MESSINA, IN PARTENZA UN AUTOBUS PER IL 9:

Concentramento a Piazza Duomo ore 10:00
Ritorno in serata
Costo del biglietto (A/R) 12 € studenti/disoccupati – 15 € lavoratori

Per info e prenotazioni: Giugia 3738721139

SI PARTE ANCHE DA MODICA:

INFO-PRENOTAZIONI BUS DA MODICA
Paola I: 3339034066
Sabina: 3382503405

e DA RAGUSA

Manifestazione 9 Agosto


Autobus da Ragusa:
partenza ore 12:30 da via epicarmo
rientro ore 23:30
costo biglietto euro 6,00
info prenotazioni:334/7640441 Giuseppe
” “:338/3609119 Adriano
sede cub via GB Odierna n°212-il lunedì dalle 18:30-alle 20:00
” “e il giovedì mattina dalle 11:00 alle 12:30
” pomeriggio dalle 17:00 alle 18:30

 
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