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pace e guerra

sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
son come vento e tempesta.
La guerra cresce dalla loro pace
come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
i suoi lineamenti orridi.
La loro guerra uccide
quel che alla loro pace
è sopravvissuto.

B. Brecht

 

 
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Appelli
L'Italia e i droni Usa PDF Stampa E-mail

L’Italia ripudia la guerra. Droni in Sicilia, violato il diritto internazionale



Il ruolo dell’Italia nella guerra con i droni degli Usa

La base militare di Sigonella (Sicilia) è considerata, ad oggi, di importanza strategica per le operazioni condotte a mezzo droni dagli Stati Uniti in Nord Africa. Grazie a un accordo tra Roma e Washington, gli Stati Uniti possono ora utilizzare droni armati in partenza da Sigonella, su formale autorizzazione del Comandante italiano. Tale circostanza implica la complicità dell’Italia negli attacchi condotti a mezzo droni. ECCHR ha presentato diverse istanze di accesso a informazioni e dati concernenti i droni statunitensi stanziati a Sigonella, in forza della legge c.d. “FOIA” (Freedom of Information Act) del 2016. Ad oggi, tuttavia, ECCHR ha ricevuto informazioni del tutto insufficienti dalle autorità richieste. A luglio 2017, pertanto, ha presentato un ricorso al giudice amministrativo (TAR Lazio) per ottenere accesso agli atti.

  1. Qual è l’obiettivo dell’azione legale intrapresa?

ECCHR vuole ottenere più informazioni riguardo l’uso effettivo di droni armati da Sigonella, e in particolare riguardo al ruolo dell’Italia nelle operazioni condotte dagli Stati Uniti al di fuori dei confini nazionali.

  1. Qual è la base giuridica per l’accesso a tali documenti?

In forza dell’art. 5 d. lgs. 33/2013, come modificato nel 2016, chiunque ha diritto di chiedere accesso (c.d. FOIA) a documenti detenuti dalla pubblica amministrazione; il diniego, pure consentito, è sottoposto alle eccezioni di cui al successivo art. 5bis, e, secondo le regole generali di diritto amministrativo, deve essere adeguatamente motivato.

  1. Quali documenti sono stati richiesti?

ECCHR ha chiesto di accedere a dati relativi a Sigonella, tra cui i costi della base, il numero di droni ivi stanziati, il numero di personale impiegato, nonché quante e quali autorizzazioni siano state fino ad oggi concesse dal Comandante italiano al corrispettivo statunitense per l’impiego di droni armati all’estero. Tale ultima informazione, in particolare, consente di far luce sul ruolo effettivamente giocato dalle autorità italiane nel quadro di questo tipo di operazioni.

  1. Perché proprio Sigonella?

A febbraio 2016, il Wall Street Journal hanno battuto la notizia di un accordo, il cui contenuto non era stato reso noto, tra Governo italiano e Governo statunitense, in forza del quale il primo avrebbe autorizzato il secondo a utilizzare droni armati da Sigonella. L’allora Ministro degli Esteri, il Ministro della Difesa e il Primo Ministro hanno precisato che l’autorizzazione sarebbe stata concessa di volta in volta, ed esclusivamente per operazioni aventi finalità difensive. Non è dato sapere, tuttavia, quante e quali autorizzazioni siano state concesse sinora.

  1. Cosa fare in caso di diniego d’accesso o di silenzio dalla P.A.?

La P.A. ha 30 giorni di tempo per decidere sull’istanza di accesso; se non risponde, o nega l’accesso, ai sensi dell’art. 5 co. 7 d. lgs. 33/2013 il richiedente può chiedere il riesame dell’istanza al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza individuato all’interno di ciascuna P.A., il quale deve decidere in 20 giorni. ECCHR ha richiesto il riesame dei provvedimenti ottenendo un nuovo diniego.

  1. Perchè ricorrere al TAR?

I provvedimenti amministrativi possono essere impugnati di fronte al giudice amministrativo per ottenerne l’annullamento. ECCHR contesta il diniego ricevuto sia in quanto carente di adeguata motivazione sia nel merito, in quanto la P.A. richiesta non ha tenuto in dovuta considerazione il diritto di informazione in merito a questioni di notevole rilevanza per l’opinione pubblica. Il ricorso al TAR è stato presentato a inizio di luglio 2017, e in base alle norme processuali applicabili il giudice si dovrebbe pronunciare in alcuni mesi.

Last updated: July 2017 European Center for Constitutional and Human Rights (ECCHR) e.V.

file:///C:/Users/Utente/Downloads/Droni_Italia_QA_ita%20(3).pdf

 file:///C:/Users/Utente/Downloads/Fare%20la%20guerra%20con%20omicidi%20mirati%20(1).pdf

 https://www.youtube.com/watch?v=0XM9AVWQb1Y&feature=youtu.be

Assemblea pubblica a Catania

giovedì 7 dicembre ore 17 sede Lila – Via Finocchiaro Aprile 160

Introduce: Sebastiano Papandrea avvocato del Coordinamento regionale dei comitati No Muos

Relatori: Chantal Meloni consulente legale del European Centre for Constitutional and Human Rights (ECCHR) di Berlino

Shahzad Akbar avvocato e direttore del Centro per i diritti umani in Pakistan

Andreas Schuller direttore del programma “International Crimes and Accountability” presso l’ECCHR di Berlino

Antonio Mazzeo peace-researcher e giornalista impegnato sui temi della pace e dei diritti umani

 

Promuove: Comitato No Muos / No Sigonella

https://www.facebook.com/events/171535133443417/

 
NO MUOS, 1 luglio a Niscemi PDF Stampa E-mail

Manifestazione nazionale no Muos. Il 1 luglio a Niscemi


Appello dell’ USB per la manifestazione nazionale NO MUOS del 1° luglio a Niscemi

Nonostante l’asfissiante repressione, non s’arresta la mobilitazione contro l’installazione e l’entrata in funzione a Niscemi del Muos e per lo smantellamento delle 46 antenne della base Nrtf, causa di inquinamento e di impatto elettromagnetico sugli abitanti e sull’ambiente. Per la sua valenza strategica, il Muos di Niscemi permette la massima potenza all’apparato di comunicazioni militari USA e, attualmente, ogni tipologia di azione di guerra “nell’area” viene gestita tramite questo apparato, compreso l’uso dei droni nelle missioni di guerra.

In questo scenario, la Sicilia è un vera e propria fortezza militare nelle mani dei comandi militari statunitensi, che operano in sintonia con la Nato e i governi dell’Ue. L’Ue, oltre al ruolo militarista, svolge attraverso Frontex (che ha sede a Catania) il ruolo determinante contro i migranti.

L’USB aderisce alla manifestazione nazionale dell’1 luglio contro il Muos, sia come importante mobilitazione per rilanciare la lotta contro questa struttura e contro la guerra, ma anche per il rilancio della stessa lotta per la smilitarizzazione della Sicilia, da Niscemi, a Birgi, ad Augusta, a Sigonella…

IL 1° LUGLIO, A NISCEMI E DA NISCEMI, CONTRO IL MUOS, L’UE E LA NATO

 
Appello contro le armi nucleari PDF Stampa E-mail

Buttiamo a mare le armi nucleari, appello all’Italia


Nazioni Unite. Occasione storica si è aperta all’Onu, per ora assente dai negoziati il nostro Paese
Nei giorni scorsi sono iniziati nel Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite i lavori della sessione decisiva
del negoziato che il 7 luglio definirà il trattato che si propone di eliminare le bombe nucleari dal
mondo. Sarà un evento storico.
Oggi esistono trattati internazionali che mettono al bando le armi chimiche e batteriologiche, il cui
uso è considerato dalla comunità internazionale come crimine, ma rimane il paradosso che non
esiste nessun trattato che metta al bando le armi più inumane di tutte, quelle nucleari.
Circola già la bozza di un trattato che sarebbe il primo a coinvolgere i paesi della Terra in una
iniziativa per la liberazione del nostro pianeta dal più grave pericolo per l’umanità, il possibile uso
delle armi di sterminio di massa che non siamo ancora stati capaci di vietare. La sola minaccia
dell’uso e la sola esistenza delle armi nucleari sono fonti di violenza e di paura fra i popoli.
Come Manlio Dinucci ricordava sul manifesto del 6 giugno, fino ad ora il governo italiano non ha
partecipato al negoziato, allineandosi con gli Stati Uniti e gli altri paesi della Nato. Vari appelli
hanno chiesto al Parlamento di dare disposizioni al governo perché partecipi attivamente a tali
trattative e aderisca al trattato che sta per essere approvato dalla maggioranza dei membri delle
Nazioni Unite, ma finora il governo italiano non ha indicato tale intenzione.
L’esigenza di eliminare per sempre dalla storia le armi nucleari è stata rimarcata con parole molto
ferme da papa Francesco, ma anche autorevoli esponenti politici, che avevano ricoperto cariche di
grande responsabilità nella politica degli Stati Uniti, l’avevano proclamata da vari anni: gli ex
Segretari di Stato o della Difesa Henry Kissinger, William Perry e George Shultz nel 2007, e
nuovamente nel 2008, avevano chiesto un mondo libero dalle armi nucleari. E come dimenticare
l’appello di D’Alema, Fini e Parisi del 2008? Perché non fanno sentire di nuovo la loro voce ora, per
risvegliare un mondo politico obnubilato da squallide manovre elettoralistiche e i miopi giochi di
potere?
Una guerra nucleare seminerebbe milioni di vittime e farebbe regredire l’umanità a livelli
primordiali. Il rischio che essa scoppi, a causa delle tensioni esasperate e incontrollabili, o per un
tragico errore (come si è verificato più volte, scongiurato solo per il sangue freddo di alcuni ufficiali),
è oggi il più alto dallinizio della guerra nucleare. Lo ha denunciato all’inizio di quest’anno il pool di
esperti del Bulletin of the Atomic Scientists, che valuta l’insieme delle tensioni e dei problemi che
gravano sull’umanità, dal riscaldamento globale, allo sviluppo demografico, alle manovre della
finanza pubblica e privata, alle esplosive sperequazioni economiche e sociali, alle guerre sempre più
devastanti. L’umanità ha assoluto bisogno di un alto livello di cooperazione e di coordinamento sul
flusso e la distribuzione di energia, di soldi, di risorse umane.
Il divieto delle armi nucleari e il relativo disarmo sarebbero una misura essenziale per ridurre questa
palese altissima conflittualità. Sarebbe un segnale di arresto e inversione di questa tendenza
distruttiva, che sta portando l’umanità verso l’abisso. Probabilmente ridurrebbe anche l’ansia
globale che incombe su miliardi di persone, che li rende facile preda per pensieri patologici estremi,
collettivi e individuali, visto che la violenza nucleare esercitata con la sua permanete minaccia è
incomparabilmente più grande di qualsiasi altra violenza bellica, incluso gli atti assassini-suicidi. La
minaccia nucleare con la sua eventuale immensa distruttività dissimula e manipola facilmente ogni
sistema e valore normativo ed etico, che di regola rende possibile senza estrema violenza la
convivenza umana in qualunque contesto sociale e familiare. Pertanto il disarmo nucleare dovrebbe
essere al primo posto nella discussione politica nazionale e internazionale.
Su coraggio, signore e signori che siete stati eletti in Parlamento perché ci assicuriate un futuro
meno violento e più sicuro, e voi del governo, che siete stati incaricati dal Parlamento di operare per
il bene della presente e delle future generazioni, fate sì che l’Italia aderisca ad un trattato che
consenta, davvero, di arrivare ad un «mondo senza armi nucleari».

 
2 Giugno a Cagliari PDF Stampa E-mail

Cagliari. Foras Fest, contra a s’ocuptazione militare

 

2 giugno 2017 - © Riproduzione possibile DIE

 
G7 aTaormina PDF Stampa E-mail

Taormina. Da oggi il G7. Manifestazioni di protesta in un territorio militarizzato

583 visualizzazioni

Oggi comincia il vertice dei G7 a Taormina. Le città siciliane interessate dagli spostamenti deileaders e delle loro consorti vengono ripulite e blindate, mentre ad altre persone viene e verrà impedito il semplice ingresso nell’isola.

A Taormina si chiudono gli ospedali e i cimiteri, la stazione di Taormina-Giardini e i treni non fermeranno nemmeno nella vicina Letojanni. A Catania si chiudono strade e tombini, e a presidiarla ci sarà una presenza militare che ricorderà probabilmente lo sbarco delle forze alleate del ’43.

Circa 7000 unità tra forze di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e militari sono impegnati nella “sicurezza”. Tiratori scelti (2900) sono stati piazzati nei punti caldi. Una no fly zone è stata attivata sui cieli della Sicilia orientale. Gli stessi abitanti di Taormina fanno la fila per rientrare a piedi in città dopo aver fatto la spesa. Le coste saranno sorvegliate e verrà sbarrato ogni tipo di accesso via mare. Il C.A.S.A. (Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo) è stato attivato e collaborerà con l’intelligence statunitense.

Si registra un clima di terrore sia tra gli abitanti di Giardini, per paura delle manifestazioni, alimentato da una stampa locale pilotata (domani 27 maggio alle 15 si ritroveranno a coloro che vorranno manifestare contro il G7), sia tra militanti e attivisti, che in questi ultimi giorni sono stati colpiti dalla repressione preventiva con denunce, multe e fogli di via.

Le giornate contro il G7 sono tre (26, 27 e 28) e si svolgeranno in varie parti tra Catania e Giardini. Ma da tempo sono già in corso una serie di iniziative locali “verso” il G7.

In mattinata, alle 10, ci sarà la conferenza stampa in Piazza del Municipio a Giardini Naxos e poi alle 17.30 ci sarà un’assemblea popolare contro il vertice, sempre nella stessa piazza, organizzata dalla “Rete NO G7 Sicilia”.

Contemporaneamente (26 pomeriggio e 27 mattina) a Catania si svolgerà il “Controvertice dei popoli”, organizzato dalla Rete catanese contro il G7, con un’assemblea al Cinema King, dalle 16.30 in poi, in cui interverranno Maria Toma Li’Xi’l, un’indigena maya del Guatemala, Fray Tomàa Gonzales Castillo Francescano dal Messico, Lucia Borghi di Borderline Sicilia, Piero Bernocchi dei Cobas, Luciano Manna di Peacelink Taranto, Stefania Tarantino dell’Università di Napoli- Rete delle Città Vicine, Aboubakar Sumahoro per la Coalizione Sans Papiers e USB, Imed Soltani di Terre pour tous (Tunisia), Umberto Santino del Centro Impastato, Pippo Gurrieri del Coordinamento regionale dei Comitati NoMuos, Davide Carnemolla di Welcome to Europe, rappresentanti dell’UIKI, Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia, e infine un rappresentante di CarovaneMigranti.

Sempre a Catania e sempre oggi, ma di sera alle 20.00, in piazza Federico di Svevia (per i catanesi Piazza Castello), avrà luogo una “Serata No Frontex/NoG7”, con interventi, proiezioni, musica, animazione artistica, cena sociale.

Ma l’evento più atteso sarà la manifestazione di Giardini, domani pomeriggio, con concentramento alle ore 15.00 al Parcheggio Salluzzo (spostata dalla Questura di Messina dal precedente luogo di ritrovo del Piazzale Terminal Bus di Recanati). Il percorso si snoderà dal luogo di ritrovo attraverso via Consolare Valeria, via Dalmazia, Lungomare Naxos, Lungomare Tysandros, Lungomare IV Novembre, Lungomare Regina Margherita per concludersi in Piazza del Municipio.

Sono attese circa 4 mila persone secondo gli organizzatori, provenienti principalmente dalla Sicilia, ma ci saranno anche rappresentanze di forze politiche e sindacali nazionali, alcune delle quali si ritroveranno dietro lo striscione di Eurostop.

L’ultimo atto si avrà domenica 28 maggio alle ore 10, con la conclusione delle giornate NoG7 con assemblea al Centro GAPA via Cordai 47, Catania, per un assemblea in cui si tireranno le conclusioni delle giornate.

Guarda la conferenza stampa della Rete contro il G7

 

 
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