Home arrow NOTIZIE arrow Notizie dal Mondo arrow Palestina in rivolta
Mercoledi, 25 Aprile 2018
Menu redazione
Home
Chi siamo - Who we are
Dove siamo
Contatti-redazione
Notiziario
Comunicati
Appelli
Notizie dall'Italia
Notizie dal Mondo
English-Spanish-news

Condividi

Sezioni
Basi USA-NATO ITALIA
Link
APPROFONDIMENTI
INIZIATIVE
NOTIZIE
Multimedia
Galleria fotografica
Filmati
Mat.propaganda
Archivio per data
Visualizza archivio
Archivio news letter
Newsletter
Mailing Disarmiamoli


Ricevi HTML?


pace e guerra

sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
son come vento e tempesta.
La guerra cresce dalla loro pace
come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
i suoi lineamenti orridi.
La loro guerra uccide
quel che alla loro pace
è sopravvissuto.

B. Brecht

 

 
I piu' letti
Immagini nel sito
Eventi
<<  April 2018  >>
 Mo  Tu  We  Th  Fr  Sa  Su 
        1
  2  3  4  5  6  7  8
  9101112131415
16171819202122
23242526272829
30      
Palestina in rivolta PDF Stampa E-mail

Il giorno della rabbia dei palestinesi per Gerusalemme. Durissimi scontri, decine di feriti



E’ un bilancio destinato a salire quello dei dimostranti palestinesi feriti negli scontri di oggi con reparti militari israeliani in Cisgiordania, a Gerusalemme est e lungo la linea di demarcazione con Gaza. Fonti mediche palestinesi rivelando che finora si ha notizia di 114 palestinesi che hanno necessitato soccorsi medici perché feriti da armi da fuoco, o intossicati da gas lacrimogeni o contusi da proiettili rivestiti di gomma.

Scontri sono stati segnalati a sud di Ramallah, dove i soldati israeliani hanno disperso i palestinesi con gas lacrimogeni e idranti; a Betlemme e nella Striscia di Gaza, dove decine di palestinesi si sono radunati vicino alla barriera con Israele e hanno lanciato sassi contro i soldati. A Gaza tre palestinesi sono rimasti feriti, uno dei quali in modo grave.

Le autorità e le organizzazioni palestinesi hanno proclamato per oggi lo sciopero generale in Cisgiordania, a Gerusalemme est e a Gaza per protesta contro le decisione del presidente Usa Donald Trump su Gerusalemme. Lo riporta l’agenzia Wafa che segnala uffici, negozi e scuole chiusi in molte città palestinesi. Già ieri notte, secondo la stessa fonte, ci sono state manifestazioni spontanee di protesta a Gerusalemme, Ramallah, Betlemme e anche nella Striscia di Gaza.

“Facciamo appello per una nuova Intifada contro l’occupazione e contro il nemico sionista, ed agiamo di conseguenza”: lo ha affermato il leader politico di Hamas, Ismail Haniyeh, in un discorso pronunciato dalla propria abitazione a Gaza e trasmesso dall’emittente di Hamas ‘al-Aqsa tv’, mentre nelle strade della città si notano numerose manifestazioni di protesta contro gli Stati Uniti. “Il riconoscimento di Gerusalemme quale capitale di Israele è una dichiarazione di guerra nei nostri confronti”, ha aggiunto.
Il portavoce militare israeliano riferisce che “In seguito ad un esame della situazione da parte dello Stato maggiore, è stato deciso che un certo numero di battaglioni saranno inviati come rinforzo in Giudea-Samaria (Cisgiordania)”. Le forze armate hanno messo in stato di allerta anche altre unità, ha aggiunto, “per far fronte a possibili sviluppi” legati alle proteste palestinesi per il riconoscimento Usa di Gerusalemme come capitale di Israele.

Due razzi sono stati lanciati da Gaza verso Israele. Nelle zone israeliane attorno alla Striscia poco prima erano risuonate le sirene di allarme e i coloni israeliani sonodovuti correre nei rifugi.

Tra le reazioni più dure nel mondo arabo, si segnala quella del leader di Hezbollah, Seyed Hassan Nasrallah,che  ha annunciato questa sera una “immensa manifestazione popolare” che si terra’ lunedi’ nei quartieri meridionali di Beirut, feudo del Partito di Dio filo-iraniano, contro la decisione del presidente americano Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. Nasrallah, che parlava in un discorso televisivo, ha definito quella di Trump una “aggressione degli Usa” e “una seconda dichiarazione Balfour”, con riferimento a quella con cui il ministro degli Esteri britannico Arthur Balfour nel 1917 dichiaro’ che gli ebrei avevano diritto ad una “casa nazionale” (national home) in Palestina, a quel tempo abitata da una maggioranza musulmana.