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pace e guerra

sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
son come vento e tempesta.
La guerra cresce dalla loro pace
come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
i suoi lineamenti orridi.
La loro guerra uccide
quel che alla loro pace
è sopravvissuto.

B. Brecht

 

 
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Libia, la guerra sugli oleodotti PDF Stampa E-mail

Libia. Comincia la guerra sugli oleodotti
di A.A.
  

Un oleodotto che collega i campi petroliferi della compagnia al-Waha al terminal di El Sider è stato colpito da un’esplosione nel tratto a circa 30 chilometri della città libica di Maradah. L’oleodotto appartiene alla compagnia Waha, una sussidiaria della compagnia nazionale petrolifera (Noc) che dichiara di produrre 260.000 barili al giorno. Dopo l’esplosione è stato immediatamente interrotto il pompaggio dal terminale.

Il terminale di Al Sider (o Es Sider o Sidra), in Cirenaica, si trova a est in una zona sotto il controllo politico-militare del generale Khalifa Haftar (l’uomo forte del governo di Tobruk), in esso converge anche un altro terminale strategico, quello di Ras Lanuf (tra Sirte e Ujala). Insieme rappresentano i principali terminali del greggio libico.

L’oleodotto è controllato dalla Waha Oil e con l’esplosione la produzione è crollata a 60.000-70.000 barile al giorno dai 260.000 delle produzione regolare. Waha è una joint venture fra la libica National Oil Corp, Hess, Marathon Oil e ConocoPhillips.

Il prezzo del petrolio a New York si è immediatamente rialzato a 59,34 dollari, con le quotazioni salite dell’1,49%. Fonti dell’’Esercito Nazionale Libico hanno accreditato l’attentato all’oleodotto a milizie dell’Isis attive in Libia

Esattamente un anno fa, era stata accolta con enfasi la riapertura dell’oleodotto di al Rayayina, che collega i giacimenti di El Feel (Elephant) e Al Sharara, nel profondo sud-ovest della Libia, con il terminal costiero di al Zawiya. La riattivazione della condotta – chiusa dal novembre del 2014 – avrebbe dovuto consentire una ripresa della produzione di 270 mila barili di petrolio al giorno nei tre mesi successivi, circa la metà della produzione giornaliera di 600 mila barili, un livello lontano dagli 1,6-1,8 milioni di barili dell’era Gheddafi. Potenzialmente l’oleodotto potrebbe trasportare l’equivalente di 400-450 mila barili al giorno.