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Mercoledi, 8 Settembre 2010
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pace e guerra

sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
son come vento e tempesta.
La guerra cresce dalla loro pace
come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
i suoi lineamenti orridi.
La loro guerra uccide
quel che alla loro pace
è sopravvissuto.

B. Brecht

 

 
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Botta e risposta sulla manifestazione per lo scioglimento di Finmeccanica PDF Stampa E-mail
SCIOGLIAMO FINMECCANICA - 22 GIUGNO MANIFESTAZIONE A ROMA

Cari disarmatori
 
Condivido il desiderio e l' attività politica che tende al disarmo ma evitando di comportarmi come quei "coglioni" di pacifisti della mia gioventù che fecero una grande battaglia contro il militare di leva in supporto ai vertici militari nazionali che avevano lo stesso scopo per sostituire le inaffidabili truppe coscritte (specie se si vuole fare un golpe o più modestamente ma lucrosamente una pressione lobbistica) a più sicure (per i poteri forti) truppe per fini di controllo sociale e politico, fondamentalmente, remunerandole con i soldi dei controllati, i cittadini.
 
Credo che affrontando la situazione della finmeccanica in questo modo stiate facendo un analogo errore. Finmeccanica è rimasta una delle poche aziende pubbliche italiane che ancora produce oggetti di qualita e tecnologia elevata , non solo nel campo delle armi.
In Italia le aziende pubbliche hanno costruito la richezza del paese e la sua base industriale nei settori dell' energia, delle comunicazioni, dell' elettronica, della chimica. Affidate ai più efficienti privati sono state smantellate, vendute a stranieri assieme ai brevetti, smantellati i centri studi di rilevanza internazionale (uno per tutti Colaninno , il "capitano coraggiosa" di D' Alema che grazie anche a quest' ultimo s aprprio della privatizzanda società telefonica e come primo atto della gestione ne chiuse il centro di ricerca sulle telecomunicazioni ) tanto che oggi siamo molto più vicini a quelli che  - con un pò di razzismo- si definivano paesi in via di sviluppo, solo che noi lo stiamo diventando grazie anche a una classe di imprenditori parassiti delle commesse pubbliche, ereditiri più che promotori di imprese, allieni a spendere soldi in ricerca nel paese che li ha arrichiti quanto solerti a spostare le produzione altrove senza altra logica che il profitto a breve , e "in culo al paese" che ha fatto ricchio i loro "babbi".
Sostenere la chiususra, o la dismissione di finmeccanica è quindi un progetto organico ai fini del capitalismo straccione di casa che vuole capitalizzare, privatizzandolo, il settore che ha un elevato livello tecnico specie nel campo degli armamenti. Si tratterebbe di guadagni facili in un mercato consolidato o ancor meglio una svendita di attività e brevetti, magari  per fare liquido da investire in attività finanziarie, quelle che stannno provocando questa crisi (che crisi non è ma semplice atto di guerra di classe secondo quanto dichiarato nel 2008 da Warren Buffet che qualcosa ne dovrebbe sapere visto chi è!).
 
Altra cosa sarebbe , proprio partendo dal fatto che il pubblico la controlla. agire politicamente perchè questo diventi più stringente e magari partecipativo (so che questa opzione è utopica ma ricordo il "siamo realisti, vogliamo l' impossibile") chiedendone la riconversione a scopi di interesse più pacificamente generale. Percorso lungo e difficile ma che va nella direzione di mantenere uniti diversi buoni scopi tra i quali quello di sttrarre in parte alla logica del mercato settori di primaria importanza quando indirizzati in senso "pacifico".
 
Con la vostra richiesta mi create un dubbio pesante:
 
Siete falsi o siete sciocchi come i vecchi pacifisti?
 
Giampaolo Pellegrini


Disarmiamoli risponde:
 
Caro Giampaolo Pellegrini,
                          condividiamo con te il desiderio e l’attività politica che tende al disarmo…… degli altri,  non certo  del nostro.

Se sei un dipendente di finmeccanica  stai tranquillo, perché quando disarmiamoli espugnerà palazzo chigi non lascerà nessuno senza lavoro e reddito. Infatti, come avrai sicuramente letto, non solo c’è la parola d’ordine perentoria dello scioglimento, ma subito dopo si aggiunge “trasferiamo le capacità tecniche e il personale al corpo dei vigili del fuoco il cui organico è il più carente in Europa in rapporto alla popolazione”. Ci sembra una buona proposta di riconversione a scopi di interesse più pacificamente generale, come scrivi tu.

Pensa, non lasceremo senza lavoro neanche il presidente Guarguaglini il cui stipendio attuale è di euro 4.703.000 l’anno (al lordo delle tasse, per carità!), stipendio che diviso per 13 mensilità, compresa quindi la tredicesima, corrisponde a circa euro 360.000 il mese (sempre al lordo delle tasse, per carità!). Per lui un lavoro socialmente utile si troverà, anche se qualche sacrificio e tagli allo stipendio dovrà pazientemente sopportarlo.

Ci sembra di capire che operi una distinzione tra un capitalismo straccione e parassitario che mira a prendersi pezzi di finmeccanica spa per monetizzare in attività finanziarie, e un capitalismo tecnologicamente avanzato, efficiente e competitivo che produce oggetti di qualità, non solo nel campo delle armi. Un capitalismo buono ed un altro cattivo, quindi: è così? Una bella questione davvero!

Oggi il ministero dell’economia  detiene circa un terzo del capitale di finmeccanica e la parte rimanente è sul mercato; l’81% è produzione di armi e il restante 19% è coperto da ansaldo che probabilmente, si dice, riceverà l’appalto per costruire le centrali nucleari italiane; infine a novembre 2008 finmeccanica ha emesso obbligazioni o “eurobond” appoggiandosi ad alcune banche italiane ed estere, a proposito del pericolo di investire in attività finanziarie, sempre come dici tu. Ma a noi di disarmiamoli che ci importa?! Dopo la presa di palazzo chigi, entreremo direttamente nel paradiso socialista, e dal ministero della cultura popolare indicheremo due obiettivi irrinunciabili:

a)      “fate l’amore non fate la guerra”, obbligatorio dai sedici anni in su; al di sotto è facoltativo.

b)       “mettete dei fiori nei vostri cannoni”, per la felicità dei fiorai e per rilanciare il settore della floricoltura in crisi.

Cari saluti da Disarmiamo/li