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pace e guerra

sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
son come vento e tempesta.
La guerra cresce dalla loro pace
come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
i suoi lineamenti orridi.
La loro guerra uccide
quel che alla loro pace
è sopravvissuto.

B. Brecht

 

 
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DAL MOLIN: SCONFITTI MA NON IPOCRITI - Di R. Germano PDF Stampa E-mail
Dal Molin: finito tutto a taralluci e vino?

Gli Usa sono arci contenti perché la loro base, loro, la avranno, contento pure Variati che  ha ottenuto il  suo  parco e la sua  tangenziale, contenti pure  quelli dell’ex movimento  No dal Molin che persa la guerra si accontentano di questa vittoria di Pirro.

Il movimento No Dal Molin era sorto  per impedire la costruzione della base, centinaia di migliaia di cittadini, decine di migliaia pure del territorio vicentino, hanno lottato per raggiungere questo obbiettivo; ricordiamo  che un governo nazionale è stato messo in crisi, una giunta comunale  è stata mandata a casa.

Questo per far comprendere la forza di questo movimento.

Questo movimento  ci ha creduto che fosse possibile non costruire la base militare, sconfitto  si è ritirato in buon ordine, certo essere sconfitti non significa rassegnarsi,  o essere contenti  delle compensazioni.

Compensazioni ridicole che  il movimento aveva sempre rifiutato, tranne poi da parte dei suoi “dirigenti” svoltare verso questa posizione debole di accettazione del meno peggio.

Compensazioni  che avranno pure loro il carico distruttivo; il parco non è in alternativa all’eliporto.

Un eliporto ha bisogno di pochi spazi e possono essere ricavati  pure all’interno dell’area militare.

La tangenziale vede una distruzione del territorio pesante con cittadini contrari. E collegherà le due basi militari.

Oggi  la base è li che ogni giorno cresce, nel pieno rispetto dei tempi ci dicono ma  sicuramente non nel pieno rispetto della falda acquifera sottostante la base di guerra.

Il parco è consolatorio, una illusione, che magari sarà usato più dai militari  USA che dai cittadini vicentini

Ci si dice pure che il nuovo parco si chiamerà Parco della pace: è’ troppo. Come si fa chiamare il parco adiacente alla base  di guerra del Dal Molin  Parco della Pace?

Sarebbe una ipocrisia insopportabile, già a  Vicenza dobbiamo sopportare che in Viale della Pace abbia sede la  Caserma Ederle, altra storica base di guerra.

Per il momento hanno vinto i militari, quelli delle ipocrite “missioni di pace o umanitarie”, ma la lotta Dal Molin ha sedimentato coscienza critica, coscienza che lottando si può perdere salvaguardando la propria dignità.

Siamo sconfitti  ma non siamo servi e le compensazioni sono utili  solo ai vincitori. Che se le facciano ma senza il nostro  consenso pacificatore.

Il mio  e quello di molti di sicuro non lo avranno...

Raniero Germano