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Venerdi, 10 Settembre 2010
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pace e guerra

sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
son come vento e tempesta.
La guerra cresce dalla loro pace
come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
i suoi lineamenti orridi.
La loro guerra uccide
quel che alla loro pace
è sopravvissuto.

B. Brecht

 

 
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Morti in aghanistan e reclutatori a Gallipoli - Da Osservatorio Balcani PDF Stampa E-mail
Mentre  due soldati italiani morivano in Afghanistan sulle spiagge di Gallipoli
i reclutatori dell’Esercito erano all’opera tra i giovani disoccupati.
http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/afgan_herat13.htm

Questa volta non è la cronaca del solito attentato ad una colonna di blindati
italiani , bensì quello a prima vista sembrerebbe un incidente di lavoro che a
specialisti in sminamento può anche capitare , ma le circostanze  e i soggetti
coinvolti fanno affermare ad alta voce  che stiamo assistendo all’innalzamento
delle qualità  professionali degli artificieri talebani che anche noi dell’
Osservatorio sui Balcani  di Brindisi nelle pagine del nostro sito abbiamo più
volte anticipato.
Tutto ciò lo confermano  il reparto di elite di appartenenza delle vittime e
che almeno una delle due vittime fosse un sottufficiale con a carico numerose
operazioni di sminamento all’estero.
La circostanza che l’esplosione sia avvenuta dopo che avevano già disinnescato
un altro ordigno fa pensare che la tecnica della posa delle mine oltre che
esser cambiata nell’uso di materiali, diversificandosi tra recupero di mine
residuati della guerra Russo-talebana, utilizzo di materiali chimici ad uso
civile come il nitrato d’ammonio, l’uso di ordigni telecomandati o invece ad
innesco convenzionale ( pressione, vibrazione, magnetici, miccia, ecc) , stia
cambiando anche nella tecnica della posa, ovvero passando da quella di singoli
ordigni, prevalentemente antitank ( quindi relativamente sicuri quando si
maneggiano sul campo avendo  bisogno di elevate pressioni per esplodere) , a
quello “misto “, trappolato, ovvero il posare mine antitank protette a
raggiera  da mine antipersona  o addirittura posate a posta affinché gli
sminatori cadano in un campo minato trappolato.
Il fatto stesso che in quest’occasione siano incappati due esperti artificieri
appartenenti ad una unità mobile composta da ben 36 elementi dotati di
cercamine, cani, robot, ecc, fa pensare che il “rudimentale ordigno”  sia
invece una di quelle micidiali mine italiane o similari che proprio nei
rapporti segreti svelati da Wikyleaks due giorni fa sono definite la bestia
nera degli sminatori USA in Afghanistan, mine siglate TC/6 o simili, fatte in
plastica e ceramica difficilissime da scoprire e capaci di rimanere efficienti
quasi in eterno in uno scenario desertico come quello afgano.
Un tempo noi italiani eravamo all’avanguardia in questo settore,  con una
grande azienda la Tecnovar  di Bari , nella nostra regione , la Puglia,  che
brevettò questi aggeggi micidiali  che,  anche dopo la messa al bando in Italia
potè continuare la produzione all’estero e spedirne a decine o centinaia di
migliaia proprio in Afghanistan coi soldi della CIA per combattere i russi.
Per riuscire a disinnescarle , occorre comprendere innanzitutto come si
installano, il loro uso semplice o combinato con mine antitank , poi imparare a
renderle innocue e … se sei diventato bravo puoi riconvertirle ad un nuovo
uso.
L’esplosione di oggi dimostra una tecnica  appresa presso  una buona  scuola
di artificieri o anche ad una di sminatori e rispetto a queste ultime ,
ringraziando ALLAH, pardon l’ONU  e la NATO ce ne sono tantissime sotto l’egida
di ONG benemerite e famosissime  che operano in Afghanistan da diversi anni e
che hanno prodotto valenti specialisti tra gli afgani nel recupero mine…( su
questo argomento vi invito a leggere il nostro articolo Quando i talebani
andarono a scuola di mine dagli italiani
http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/afghanistan_6.htm

Il fatto che a cadere oggi siano stati dei valenti specialisti nel campo delle
mine come i nostri artificieri, ritenuti in tutto il mondo all’avanguardia (
vedi l’ultima operazione di sminamento di UNIFIL sul confine israelo-libanese)
apre scenari inquietanti quali l’aumento esponenziale dei  prossimi costi
logistici in Afganistan, ovvero utilizzo abnorme di mezzi e uomini per far
operare in sicurezza , crescita di perdite in uomini e mezzi, diminuzione della
flessibilità d’intervento.
Talebani pochi, sporchi e malvisti dai locali?
Per terminare facciamo notare che una cosa è posare in tutta fretta un ordigno
improvvisato, nel cuore della notte , un altro gingillarsi nel posare mine
trappolate o interi campi minati: ciò significa che i cosiddetti insorti hanno
possibilità di operare all’aperto alla luce del giorno  sotto gli occhi della
popolazione , connivente o semplicemente passivamente accondiscendente.
Trappola con la complicità dei locali?
A questo punto altri terribili dubbi vengono andando a rileggere la cronache
degli ultimi interventi dei nostri sminatori, chioamati ad intervenire su
indicazioni di soldati afgani o civili e che allalucdeei fatti potrebbero essee
interpretati non come segnali di fiducia  nei confronti dei nostri soldati,
bensì come occasioni per far studiare ad altri i nostri “modi operandi”
Il testamento spirituale dell’artificiere.
 Fa pensare l’intervista fatta venti giorni fa al povero maresciallo Mauro
Gigli, che candidamente dice all’operatore RAI di esser intervenuto su un
ordigno-trappola che sembrava un antitank a pressione ed invece era
radiocomandato. A rivederla quell’intervista è il testamento spirituale di ogni
artificiere che inviato sul campo per un lavoro “di routine”,  invece deve
constatare che a salvarlo  è stata la fortuna, la non raggiunta raffinatezza
dell’avversario, una preveggenza extrasensoriale ma che d’ora in poi il
bersaglio è proprio lui, in una sorta di cecchinaggio e controcecchinaggio
Se sono vere le ultime dichiarazioni del Ministro  La Russa sul fatto che il
maresciallo si sia accorto della trappola qualche istante prima di saltare in
aria,  avvisando gli altri della pattuglia , ebbene questo significa che ha
compreso all’ultima istante che la partita tra specialisti , questa volta era
stata vinta dall’avversario.
Il grande affare delle contromisure
Mine, trappole radiocomandate e altri congegni infernali son divenuti la causa
principale dei caduti degli USA in Afghanistan  a partire dal 2007 e il più
grande esercito degli Stati Uniti ha speso per difendersi da essi circa la metà
della spesa totale di tutte le apparecchiature elettroniche ,  con aumenti di
investimenti per esempio per quanto riguarda il disturbatori di radiocomandi
più in uso in Afghanistan , lo Warlock "IED jammer , del 400% nel 2007 rispetto
ai livelli del 2003.  ( dati Wikyleaks) Di questi disturbatori ce ne sono ben
2769 schierati, oltre ad altri 1734 del modello Acorn, centinaia i rivelatori
portatili di esplosivi, decine di veicoli Husky e Mercaat per individuazione
mine, centinaia di robot della serie Pacbot e Marcbot IV e vari oltre che
decine di aerei robot che sono in volo 24 ore su 24 che hanno il compito di
individuare i posatori di mine. Nonostante ciò  e una spesa che raggiunge i
miliardi di dollari, le vittime statunitensi continuano ad essere elevate e la
possibilità di competere con quei costi stratosferici per gli italiani è
impossibile.
Arruolati anche tu nelle truppe imperiali!
In compenso abbiamo materiale umano da reclutare a poco prezzo e nel giorno in
cui saltava in aria un pugliese come il caporalmaggiore De Cillis  di
Bisceglie, nella sua regione d’origine , nel Salento , tra i villeggianti  
della città di Gallipoli,  nella cornice del parco di giochi acquatico “Acqua
Splash” interveniva l’Info Team dell’esercito italiano , composto da personale
del comando militare Esercito “Puglia” e del centro documentale di Lecce che in
pantaloncini blu, maglietta verde e cappellino beige con logo istituzionale ,
facevano conoscere ai giovani pugliesi disoccupati le opportunità professionali
e formative offerte dalla Forza Armata, con la possibilità di viaggiare tanto
all’estero e conoscere dei posti meravigliosi irraggiungibili da turisti
squattrinati e sprovveduti come sono loro...
Altri Infoteam si son visti sulle spiaggie del NordBarese e a detta dell’
esercito continueranno la loro opera di reclutamento per tutto il mese di
agosto tra ombrelloni, pizzichi, mellonate e giochi acquatici....

Antonio Camuso
Osservatorio sui Balcani di Brindisi
Brindisi 29 luglio 2010