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pace e guerra

sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
son come vento e tempesta.
La guerra cresce dalla loro pace
come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
i suoi lineamenti orridi.
La loro guerra uccide
quel che alla loro pace
è sopravvissuto.

B. Brecht

 

 
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Bombardamenti italiani in Libia: nuovo strappo alla Costituzione

 

Riceviamo e, condividendone ogni punto, pubblichiamo volentieri la presa di posizione di PeaceLink

 

http://www.peacelink.it/editoriale/a/33892.html

Dichiarazione di PeaceLink

Bombardamenti italiani in Libia: nuovo strappo alla Costituzione


Grave l'appoggio di Napolitano, Berlusconi e PD a un'operazione che viola sia la risoluzione ONU sia l'articolo 11 della Costituzione Italiana

 

26 aprile 2011 - Alessandro Marescotti


Il 25 aprile Berlusconi non ha partecipato alle commemorazioni della Resistenza ma ha proclamato che occorreva passare dai sorvoli ai bombardamenti italiani in Libia.

Oggi a questa nuova opzione militare - sollecitata dall'amministrazione USA - si accodano Napolitano e il PD.

E' davvero incredibile come tali scelte, invece di esser condivise in ambito ONU, vengano decise in telefonate fra capi di governo, senza alcuna consultazione democratica.

Vengono esclusi quei popoli in nome dei quali l'ONU dichiarava - alla sua costituzione - di voler scongiurare il flagello della guerra.

E' incredibile leggere dichiarazioni come quella di Marina Sereni (PD): "La scelta annunciata dal Presidente del Consiglio di partecipare ai bombardamenti di obiettivi militari in Libia è la conseguenza obbligata della nostra appartenenza alla Nato ed è coerente con il ruolo geostrategico dell'Italia nell'area".

E' infatti assolutamente falso che l'appartenenza dell'Italia alla Nato preveda tale obbligo, che scatta solo se una nazione della Nato venisse attaccata militarmente.

Ed è grave che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dichiari: “L'ulteriore impegno dell’Italia in Libia costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall'Italia a marzo, secondo la linea fissata nel Consiglio supremo di difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento”.

PeaceLink fa appello alla società civile: l'opinione pubblica può e deve dissociarsi dalle bombe e dalla guerra. Nessuna risoluzione ONU impone all'Italia di bombardare. La risoluzione ONU prevede solo la no-fly zone.

Ogni altra azione, oltre che provocare nuove possibili vittime, viola la nostra Costituzione che nell'articolo 11 "ripudia la guerra"; l'Italia prevede, nella seconda parte, delle "limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni"; prevede quindi la partecipazione ad organismo sovranazionali per scopi di pace, non certo per fare la guerra.

Scopo dell'ONU è quello di far cessare il fuoco, non far vincere una delle due parti in conflitto in Libia.

Grave è l'appoggio di Napolitano, Berlusconi e PD a un'operazione che viola sia la risoluzione ONU sia l'articolo 11 della Costituzione Italiana.

Spetta al popolo italiano, alla società civile, dissociarsi da questa manomissione dei cardini fondamentali dell'identità nazionale che dopo il 25 aprile 1945 furono fissati perché in Italia non risorgesse alcuna ambizione di ingerenza militare all'estero. Per decenni in Italia le forze politiche sono state concordi a tenere fuori l'Italia da ogni azione di bombardamento in teatri di guerra; oggi è in atto invece un grave strappo a quella tradizione costituzionale che fissò le basi della nostra democrazia e gli ideali della Repubblica.

E' nostro compito testimoniare e rivendicare quei valori di pace e democrazia per i quali è stata scritta la nostra Costituzione, oggi calpestata.


Note:
Risoluzione integrale n.1973 dell'ONU (sulla Libia)
http://www.forumcivico.it/risoluzione-onu-nazioni-unite1973-2011-sulla-libia-358.html

Articolo 11 della Costituzione Italiana
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

 
Il nemico del mio nemico non è sempre il mio amico.

Il nemico del mio nemico non è sempre il mio amico.

Alla festa “Per la liberazione” promossa da Per il Bene Comune non ci saremo.

Alcune settimane fa siamo stati contattati dalla lista civica nazionale “Per il bene comune” per partecipare alla seconda edizione della “festa per la liberazione” indetta per il 25 aprile 2011 che aveva al centro la denuncia della presenza delle basi militari Usa/Nato sul nostro territorio.

A una prima lettura dei partecipanti capimmo immediatamente che l’iniziativa non faceva per noi, non tanto per le motivazioni che spingono i promotori a proporla, ma per alcuni interlocutori prescelti.

Parliamo del Movimento Zero, di Massimo Fini, noto intellettuale  che si dichiara “oltre la destra e la sinistra”, ma che tra i link del suo sito internet mette al primo posto Alain de Benoist,  fondatore del movimento culturale denominato Nouvelle Droite (Nuova Destra) e all’ultimo Diorama di Marco Tarchi, altro esponente post fascista italiano.

Si ripete anche in questo caso un’operazione preoccupante - e sempre più “in voga” in questi anni di presunto “tramonto delle ideologie” – atta a coinvolgere organizzazioni, associazioni culturali, riviste di destra o di estrema destra sui temi classici della sinistra di classe, come l’antifascismo, l’anticapitalismo, l’antimperialismo, l’antisionismo.

Gli esempi sono innumerevoli, i gruppi sempre gli stessi, espressione di una galassia denominata a ragione rosso/bruna, fatta di ex esponenti dell’MSI di Giorgio Almirante, dei NAR, di Terza Posizione, di gruppi tradizionalisti e di varia genia reazionaria e/o antisemita.

Diorama, Eurasia, Indipendenza, Movimento Zero e tante altre sigle, riviste e siti Internet, dalle quali noi siamo sempre stati molto lontani.  Da essi ci divide un abisso concettuale, una visione del mondo antitetica, che nessuna “tattica” contro presunti “nemici comuni” ci potrà mai far superare.

I nostri rilievi sono stati ignorati dai promotori della giornata, pubblicizzata in questi giorni sul sito di “Per il bene Comune”, a tal punto che campeggia tra i relatori un nostro rappresentante.

Chiediamo quindi ai promotori dell’iniziativa di togliere immediatamente ogni riferimento diretto o indiretto a Disarmiamoli (in questo caso cancellando Valter Lorenzi dalla lista dei relatori) dalla pubblicizzazione dell’evento.

Siamo sempre a disposizione per iniziative di carattere antifascista, antimperialista, anticapitalista e contro la guerra, condividendo però preliminarmente interlocutori e obiettivi.

Saluti antimilitaristi

La Rete nazionale Disarmiamoli

19 aprile 2011

 
APPELLO FINALE ASSEMBLEA NO HUB/NOGUERRA DEL 16 APRILE A PISA

FIRMATARI

 

  • Coordinamento NO HUB Pisa-Livorno
  • Comitato NO Camp Darby
  • Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella
  • Rete nazionale Disarmiamoli
  • Comitato pace, disarmo e smilitarizzazione dei territori, Napoli
  • Assemblea No F35 Novara
  • Salento No War
  • Brigate di Solidarietà Popolare con l’America Latina
  • Comitato Internazionale di Educazione per la Pace
  • Gruppo No Hub No Guerra di Lucca

 

 

A conclusione del Convegno Nazionale “NO all'Hub militare NO alla guerra” svoltosi a Pisa il 16 aprile 2011 i partecipanti concordano sulla necessità e sull'urgenza di rilanciare in Italia il Movimento Contro la Guerra. Ciò anche a seguito del drammatico attacco militare alla Libia (risoluzione ONU n.1973 che istituisce la No fly zone) da parte dell'alleanza USA-NATO che rischia di infuocare il Mediterraneo e in cui l'Italia è già pesantemente coinvolta sia con l'uso delle basi militari   che  col comando ad essa assegnato per il pattugliamento navale.

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