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pace e guerra

sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
son come vento e tempesta.
La guerra cresce dalla loro pace
come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
i suoi lineamenti orridi.
La loro guerra uccide
quel che alla loro pace
è sopravvissuto.

B. Brecht

 

 
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Notizie dal Mondo
IL DAL MOLIN OSPITERA' I MARINES PRONTI PER LE GUERRE D'AFRICA PDF Stampa E-mail
Le nuove guerre di Obama
Il Dal Molin ci serve per le guerre in Africa`
    
Venezia. «La politica militare degli Stati Uniti è votata dal Congresso. Ecco perché la linea degli Usa non è cambiata nel passaggio tra George W. Bush e Barack Obama».

Parola di Loretta Sanchez, deputata democratica eletta in California, esponente di spicco della commissione parlamentare per le strategie militari delle forze armate. La congresswoman Sanchez ha incontrato ieri a Venezia il commissario straordinario per il Dal Molin Paolo Costa. Molto legata a Hillary Clinton (ne aveva sostenuto la candidatura alla presidenza), è stata indicata da Nancy Pelosi per l`incarico di vicepresidente della commissione per la sicurezza nazionale. Ufficialmente la Sanchez sta trascorrendo in Laguna un periodo di vacanza, anche se non è la prima volta che vede Costa e non è la prima volta che l`europarlamentare la aggiorna sullo stato del maxi cantiere a stelle e strisce. Del caso Dal Molin si parlerà anche al G8 che sarà ospitato alla Maddalena la prossima estate: è un tema di primo piano, «ma tutte le decisioni sono già state prese».

Perché anche il presidente Barack Obama crede nell`operazione Dal Molin? Perché, come speravano gli oppositori del progetto, non c`è stata alcuna marcia indietro?
«Stiamo mettendo a punto - riferisce l`on. Sanchez accettando di rispondere ad alcune domande dei cronisti - un piano per consolidare la presenza delle nostre truppe nel mondo, per essere pronti a intervenire in aree delicate come l`Africa, il Medioriente, la repubbliche ex sovietiche in Asia. Noi crediamo che per dare una risposta efficace a queste problematiche, per essere più vicini ai luoghi di possibili tensioni e conflitti, sia indispensabile consolidare le nostre truppe in Italia. Per questo abbiamo scelto di riunificate la brigata a Vicenza. Non ci saranno ripensamenti. Tutte le decisioni sono state prese da parte dei due governi. Il piano e lo stanziamento del budget sono stati votati collegialmente dal Congresso. Non a caso Obama ha confermato il segretario della Difesa nominato già ai tempi di Bush, vale a dire Robert Gates».

Perché l`Italia riveste un ruolo così importante, agli occhi degli americani, nello scacchiere internazionale?
«Innanzitutto perché l`Italia geograficamente è collocata vicino alle aree più a rischio, tra Africa e Medioriente. E poi perché l`Italia è un nostro alleato da moltissimo tempo, condivide con gli Usa il medesimo sistema di valori e lo stile di vita. Noi possiamo contare sull`opinione dei governi italiani, che da Prodi a Berlusconi hanno fatto tutto ciò che era necessario per favorire l`alleanza e il piano di consolidamento delle nostre truppe al Dal Molin».

Che tipo di installazione militare sarà?
«Posso garantire che il progetto segue le più restrittive normative di tutela ambientale».
«Non ci sono strutture militari migliori del Dal Molin nel mondo sotto il profilo del rispetto degli equilibri ecologici», fa eco il commissario Costa.
«Non ci sarà artiglieria, né ci saranno aeroplani - riprende il discorso la Sanchez -. Sarà soltanto un luogo in cui saranno ospitati paracadutisti con equipaggiamento leggero e le loro famiglie».

La trasformazione del comando americano di stanza alla Ederle in Africom significa che cambiano i target militari del Pentagono?
«No, è la dimostrazione di una particolare attenzione per il continente africano. Ne ho parlato anche con Obama. L`Africa ha bisogno di aiuto: anche se le operazioni sono guidate da un comando militare, gli obiettivi sono prevalentemente non militari. La mia speranza è che le strategie militari possano essere potenziate investendo meno dollari. Credo molto nella diplomazia e nel dialogo come il presidente Obama.

Gian Marco Mancassola
www.ilgiornaledivicenza.it - 16 aprile 2009
 
MANOVRE NATO IN GEORGIA PDF Stampa E-mail
Mosca denuncia le manovre della NATO in Georgia. "Sono una grave interferenza, non possiamo accettarle"       
Image16-04-09 14:26:14 --- Il rappresentante permanente della Russia presso la Nato, Dmitri Rogozin, ha definito una "ingerenza negli affari interni della Georgia" le annunciate esercitazioni multinazionali sotto l'egida della Nato in quel Paese, dove sono in programma dal 3 maggio al 3 giugno. Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti. "In tal modo la Nato cerca di intervenire negli affari interni della Georgia", ha dichiarato Rogozin da Bruxelles. "Lo svolgimento di queste esercitazioni si può definire come una sorta di sfida", lanciata non solo all'opposizione georgiana ma anche all'Ossezia del Sud, all'Abkhazia e alla Russia, che non può non reagire a questa situazione, ha proseguito. Per Rogozin l'iniziativa si può interpretare come un sostegno della Nato al presidente Mikhail Saakashvili, contro il quale da una settimana l'opposizione ha lanciato una protesta permanente chiedendone le dimissioni. Le esercitazioni Nato sono in programma nella base militare georgiana di Vaziani, a 25 km a sud di Tbilisi. Fino al 2001 era una base militare aerea russa. Lo scorso agosto, durante la guerra russo-georgiana per l'Ossezia del Sud, fu sottoposta a bombardamenti da parte di Mosca. Le esercitazioni si svolgeranno nel quadro del programma Nato Partneship in nome della Pace, con la partecipazione di 900 militari di 23 Paesi membri dell'Alleanza. E' la prima volta che si svolgono esercitazioni Nato in Georgia, Paese che aspira ad entrare nell'Alleanza insieme all'Ucraina, suscitando l'opposizione di Mosca.

 
 

 
STRASBURGO ASSEDIATA DALLA NATO PDF Stampa E-mail
ImageAlla vigilia del vertice 100 manifestanti arrestati
Parigi - Due vertici mondiali nel cuore di due città dell’Europa, il G20 a Londra e quello della NATO che si svolgerà tra Strasburgo, Baden Baden e Kehl (3-4 aprile). Entrambi mobilitano cittadini e attivisti ma anche imponenti dispositivi di controllo per la "sicurezza". L’ultimo vertice internazionale in Francia è stato quello del G8 a Evian nel 2003, lontano dal centro della città, mentre quest’anno le misure adottate dalla polizia e dall’amministrazione cittadina obbligano gli abitanti di Strasburgo a tali restrizioni della libertà di movimento che uscire di casa o andare a lavorare sono diventate missioni e scelte a rischio. In realtà la pianificazione sicuritaria è stata decisa dai governi francese e tedesco in associazione con i consulenti statunitensi della NATO scavalcando gli interlocutori cittadini, il sindaco di Strasburgo, Rolan Ries del Partito Socialista, ha dichiarato che non ha avuto scelta di fronte alle richieste degli organizzatori del vertice, accontentandosi della "scelta di Strasburgo come simbolo di pace".
I cittadini invece si sentono in una città morta e in stato d’assedio con i parcheggi vietati e l’invito a circolare solo in bicicletta perché gli autobus restano bloccati nei depositi. Moltissimi abitanti hanno protestato perché la polizia si è presentata in casa per far togliere le bandiere "NO-NATO" e per i controlli d’identità eccessivi. Funzionari zelanti eseguono costanti e abusivi controlli della circolazione pedonale nelle differenti zone che ospitano il vertice, molte scuole sono chiuse e gli occupanti del campus universitario sono stati sgomberati all’alba della vigilia dei preparativi del summit. Anche alcune autostrade di accesso alla città sono bloccate, la libera circolazione prevista dalla convenzione di Schengen è sospesa e la frontiera con la Germania temporaneamente ristabilita. Il quotidiano di Strasburgo ironizza titolando "Evitiamo di ammalarci", infatti un complesso piano di "sicurezza sanitaria" prevede che le farmacie sospendano i rifornimenti e che gli infermieri a domicilio non circolino in automobile, medici e personale ospedaliero viene ridistribuito in ospedali separati per categoria: membri delle delegazioni NATO, forze dell’ordine, manifestanti. Le donne incinte sono invitate a farsi accompagnare dai poliziotti invece che dai familiari per partorire.
Parallelamente, l’insieme delle reti di movimento franco-tedesche che si sono date appuntamento a Strasburgo hanno organizzato una zona liberata a sud di Strasburgo, un villaggio autogestito, e una piattaforma di contro-informazione per articolare i diversi interventi di protesta al contro-vertice dall’1 al 5 aprile. I primi scontri si sono verificati nel pomeriggio tra polizia e 2.000 attivisti. Partiti dal villaggio autogestito per raggiungere il centro-città "fortezza" e manifestare solidarietà alle mobilitazioni contro il G20 di Londra, nel quartiere di Neuhof (sobborgo a sud di Strasburgo) i manifestanti sono stati attaccati dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa con il lancio di gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Gli attivisti si sono difesi con il lancio di pietre, barricate e fuochi d’artificio. Un centinaio di persone sono state arrestate nel bosco ad est del villaggio autogestito. Un fotografo tedesco dell’Agenzia Ddp è stato colpito da una pallotola di gomma al ventre durante gli scontri. Per sabato è prevista una grande manifestazione ma la Prefettura di Strasburgo non ha, per il momento, dato l’autorizzazione al passaggio nelle zone abitate.
 
Marina Nebbiolo
3 aprile 2009
 
Foto mainstream (01) (02)
Link:sommet-otan-2009.blogspot.comhttp://www.non-otan-strasbourg.eu/http://www.dissent.fr/http://www.hns-info.net/spip.php?mot78
linksunten.indymedia.orgvillage2009.blogsport.dehttp://www.block-nato.org/http://www.block-baden-baden.int.tc/
Radio anti-Otan stream.giss.tv:8000/antinato.mp3.m3uestream.giss.tv:8000/antinato.mp3
Pubblicato da Ya Basta! Napoli
 
COLLISIONE TRA SOMMERGIBILE NUCLEARE E NAVE MILITARE USA PDF Stampa E-mail
Collisione tra un sommergibile nucleare e una nave militare USA. E' lo stesso sommergibile dell'incidente di sei anni fa alla Maddalena.
Sono quindici i marinai rimasti leggermente feriti a causa di una collisione tra il sommergibile atomico «Hartford» e la nave anfibia «New Orleans», ambedue della Marina militare degli Stati Uniti, avvenuta all'1,20 di notte (le 22,20 di giovedì in Italia) nello stretto di Hormuz, tra il golfo Persico e l'oceano Indiano. Le vittime si trovavano tutte a bordo del sottomarino e sono tornate tutte in servizio dopo le medicazioni. L'impatto ha provocato anche la fuoriuscita di circa 95 mila litri circa di carburante dai serbatoi della New Orleans. Lo ha reso noto un comunicato della la Marina Usa. «Sono in corso valutazioni dei danni», afferma il comando della Quinta Flotta americana, secondo il quale l'impianto di propulsione nucleare del sommergibile non ha subito danni. Entrambe le imbarcazioni sono ancora in servizio nell'area, mentre il Pentagono ha avviato un'inchiesta sull'accaduto. E' bene ricordare che il 25 ottobre 2003 il sottomarino nucleare USS Hartford, facente parte della flotta di unità d’attacco della base Usa della Maddalena, subì, come è noto, un grave incidente. Immediatamente le autorità militari americane, di concerto con quelle italiane, decretarono il blackout informativo sull’incidente. Soltanto il 12 novembre la Us Navy rese noto un comunicato che riferiva, minimizzandolo, dell’episodio. L’istituto di ricerche indipendente francese CRIIRAD pubblicò poco dopo l’incidente i risultati di una sua indagine, nella quale risultavano nelle alghe quantitativi abnormi di torio 234, radionuclide appartenente alla catena dell’uranio 238. Nelle conclusioni, si affermava che la presenza del torio poteva essere associata alle attività della base militare della Maddalena. Il 20 settembre 2004, il gruppo di ricerca italiano “Scienziati contro la guerra” pubblicò i risultati di un nuovo lavoro di ricerca che metteva in evidenza la presenza di una inquietante concentrazione di plutonio 239 nelle alghe.

 
BUONI UTILI PER L'ECONOMIA DI GUERRA PDF Stampa E-mail
L'economia di guerra continua a tirare. Eads accresce gli utili
 
ImageEads, casa madre di Airbus, è uscito nel 2008 dal rosso con un utile netto di 1,5 miliardi di euro, contro una perdita di 446 milioni l'anno prima. Il gruppo europeo di difesa e aerospazio si attende un 2009 "molto difficile" ma ritiene di "essere in buona posizione per far fronte alla crisi".
Eads ha realizzato un utile operativo escluse voci eccezionali di 2,8 miliardi di euro per un fatturato salito dell'11% a 43,2 miliardi, superiore alle attese dei mercati.
Per il 2009 si attende un utile operativo in calo, ma ancora "significativamente positivo".
Il bilancio 2008 non integra le conseguenze finanziarie del ritardo del programma del primo aereo militare di Airbus, l'A400M la cui data del primo volo non è stata ancora fissata, in quanto "non è riuscita ancora a attualizzarle". Nel 2007 il gruppo aveva accantonato 704 milioni di euro alla voce A400M, progetto che ha accumulato già tre anni di ritardo e che, secondo alcune indiscrezioni stampa, potrebbe arrivare a 5 anni, con la prima consegna nel 2014.
Eads ritiene però 'molto improbabile' che il programma venga annullato dai sette paesi che hanno comprato l'aereo da trasporto militare."Il 2009 sarà un anno molto difficile per il nostro settore industriale", ma "il nostro carnet di ordini importante e diversificato ci permette di mantenere le nostre consegne a livello elevato nel 2009 e darci un certo margine di manovra", ha dichiarato il presidente esecutivo Louis Gallois.
 
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