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pace e guerra

sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
son come vento e tempesta.
La guerra cresce dalla loro pace
come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
i suoi lineamenti orridi.
La loro guerra uccide
quel che alla loro pace
è sopravvissuto.

B. Brecht

 

 
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In Sicilia Ŕ giÓ guerra PDF Stampa E-mail

In Sicilia è già guerra

La stazione di telecomunicazioni militari NRTF (Naval Radio Transmission Facility) di Niscemi, opera dal 1991 ad appena 4 Km dal centro della cittadina omonima ed a circa 8 km da Caltagirone. Sono presenti all’interno di NRTF-Niscemi 46 grandi antenne: secondo quanto dichiarato dai militari USA, solo 27 di esse sono effettivamente operative; 26 emettono in banda HF (High Frequency, frequenze comprese tra 3 e 30 MHz), e una in banda LF (Low Frequency, a 46 KHz)

La stazione MUOS (Mobile User Objective System) di Niscemi è stata localizzata dentro la base NRTF: fa parte di una rete mondiale di telecomunicazioni dell’esercito degli Stati Uniti, rete composta da altre tre stazioni simili (due negli USA e una in Australia) e da una flotta di satelliti. Quello Siciliano dovrebbe diventare il più importante snodo delle telecomunicazioni militari USA in Europa, Africa e Medio Oriente.

La Sicilia è già in guerra da alcuni giorni. E ne abbiamo le prove. Noi siamo sempre stati favorevoli alla “scienza diffusa e popolare”. Significa che la scienza e la tecnologia devono abbandonare le torri d’avorio ed essere non solo – come diceva Brecht – utili alla popolazione, ma “fatte” dalla popolazione stessa.

Esempio. Ormai la quasi totalità della popolazione adulta (e non) possiede uno telefono cellulare, con la possibilità di funzioni aggiuntive rispetto alle classiche, utilizzando le cosiddette “App”. Una delle più naturali funzioni cui un cellulare può assolvere è quella di misuratore di campo elettromagnetico. Se ci pensiamo, il nostro telefonino comunica grazie all’esistenza del campo elettromagnetico GSM, e quando resta isolato, è perché – come tutti diciamo – “non c’è campo”. E le “tacche” che compaiono in alto sul display già sono una misura indicativa del campo stesso. Ma se scarichiamo una app gratuita per il nostro telefonino chiamata “Sensor box” (per sistema Android) o analoghe per un cellulare Apple (dTector per iOs e decine di altre) possiamo misurare il campo magnetico con un po’ più di facilità.

Attenzione: il valore del campo in microTesla (µT) che l’app ci calcola è un’approssimazione che presume la frequenza delle radiazioni elettromagnetiche sia quella della rete GSM. Se la fonte è un’altra (per esempio, un’antenna del NRTF) con diversa frequenza, il numero in sé è meno preciso, ma è indicativa la eventuale “differenza” fra due diverse misurazioni.

Se ad esempio nella nostra casa a Caltagirone, a 8 km in linea d’aria dalla antenna principale del NRTF misuriamo normalmente una quarantina di microTesla. Ed invece un bel giorno, che è poi mercoledì 11 aprile, nello stesso posto con lo stesso strumento misuriamo circa il doppio: che cosa vuol dire?

Vuol dire che c’è qualche sorgente aggiuntiva di onde elettromagnetiche che è talmente forte da raddoppiare il – diciamo – “fondo naturale” di campo magnetico misurato. Un valore intorno a 40-50 microTesla è normale, 90-100 è già una misura sufficientemente alta da risultare rilevante e impossibile da spiegare con l’incertezza di misura. C’è qualcosa.

La scienza popolare si potrebbe fermare qui, dato che non possediamo un analizzatore di spettro che ci consenta di determinare la frequenza della radiazioni, e quindi identificarla per quella che è: la radiazione proveniente dall’antenna principale del sistema NRTF da 46 kHz.

Per arrivare a questa deduzione, è sufficiente, anche agli scienziati popolari, fare uno più uno. L’antennona in questione è quella che la Marina militare USA utilizza per comunicare con sottomarini, nucleari e non, e navi da guerra che incrociano nelle acque del Mediterraneo sud-orientale.

Proprio quel giorno, 11 aprile, e nei giorni successivi, si è avuta notizia di una nave da guerra statunitense che faceva rotta verso le coste antistanti la Siria. Notizie di sottomarini non ne sono state rese note, proprio perché il sottomarino è di per sé un’arma segreta, sul cui dislocamento è bene non dare notizie.

Il giorno dopo, 12 aprile, passata la festa, gabbato lo campo. I valori misurati a Caltagirone sono tornati alla normalità, segno che chi doveva veleggiare nei dintorni, aveva veleggiato. Noi troviamo che questo piccolo scoop sia foriero di molte riflessioni e insegnamenti:

1) Anche normali cittadini (in questo caso, le mamme NOMUOS di Caltagirone) possono “fare scienza”, utilizzando strumenti alla portata di tutti in maniera semplice.

2) La stessa “scienza popolare” e diffusa è in grado di individuare fatti – fornendo prove – che normalmente resterebbero nascosti e che si vorrebbe restassero tali

3) Svelare questi fatti è una azione di lotta, in questo caso di lotta contro la guerra e la militarizzazione del proprio territorio.

4) I signori della guerra pensano di essere molto furbi e che le loro azioni possano sempre passare inosservate, ma la loro stessa “alta tecnologia” li rende – oltre che forti – anche deboli, in quanto osservabili e individuabili anche con un telefonino che tutti o quasi hanno in tasca.

Sono pericolose quelle radiazioni? Certamente sì, soprattutto in quanto non s tratta di una esposizione necessaria, o che comporti alcun tornaconto positivo agli irraggiati. Se non una certa soddisfazione per aver scoperto gli altarini dei signori della guerra. E vi sfido a negarlo, signori della Marina militare: voi accenderete le vostre antenne, ma noi accenderemo i nostri cellulari. In attesa di cacciarvi dal nostro territorio.