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pace e guerra

sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
son come vento e tempesta.
La guerra cresce dalla loro pace
come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
i suoi lineamenti orridi.
La loro guerra uccide
quel che alla loro pace
è sopravvissuto.

B. Brecht

 

 
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BOMBARDAMENTI SULLA LIBIA PDF Stampa E-mail
L’OPERAZIONE DIRETTA DA NAPOLI

Basi, aerei e navi: l’Italia si arruola

 

Manlio Dinucci

 

Lo scenario è quello che abbiamo già vissuto quando, il 24 marzo 1999, gli aerei decollati dal territorio italiano,  messo a disposizione delle forze Usa/Nato dal governo D’Alema (centro-sinistra), sganciarono le prime bombe sulla Serbia iniziando la «guerra umanitaria», cui parteciparono poco dopo anche i cacciabombardieri italiani. Ora l’obiettivo della nuova «guerra umanitaria» è la Libia.

Per farsi perdonare a Washington il trattato di amicizia italo-libico che impegnava le due parti a «non ricorrere alla minaccia o all’impiego della forza», il governo Berlusconi (centro-destra) ha messo ha disposizione non solo tutte le basi, ma forze aeree e navali per l’attacco. Come ha spiegato l'ex capo di stato maggiore dell'aeronautica Leonardo Tricarico, per imporre la no-fly zone sulla Libia occorre neutralizzare le difese antiaeree nemiche. «Noi questa capacità ce l'abbiamo ed è costituita dai caccia Tornado Ecr: l'abbiamo fatto in Kosovo e dopo tre giorni non volava più un aereo serbo».