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pace e guerra

sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
son come vento e tempesta.
La guerra cresce dalla loro pace
come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
i suoi lineamenti orridi.
La loro guerra uccide
quel che alla loro pace
è sopravvissuto.

B. Brecht

 

 
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Venerdý 25 marzo, ore 17.00 sit-in di protesta al Quirinale

Ci scusi Presidente ma dissentiamo. L’art.11 vieta la guerra

 
Venerdì 25 marzo, ore 17.00 sit-in di protesta al Quirinale
 
Venerdì pomeriggio, a Roma, pacifisti e attivisti contro la guerra si ritroveranno sotto il Quirinale per riaffermare il contenuto dell’art.11 della Costituzione secondo cui “L’Italia ripudia la guerra”.
Il Presidente Napolitano non può avallare, o addirittura sostenere, la distorsione dell'art. 11 della Costituzione, già troppe volte contraddetto dalla partecipazione dell'Italia a guerre contro i popoli con bombardamenti dal cielo e truppe a terra.
Il nostro dissenso su questa interpretazione è totale.
Il sit-in si terrà venerdì 25 marzo dalle ore 17.00 al Quirinale, ed è una delle iniziative previste nei prossimi giorni per protestare contro l’attacco militare sulla Libia: lunedì 28 un sit in itinerante di protesta alle sedi di PdL e PD contro il sostegno bipartisan alla guerra e martedì 29 marzo un corteo fino a Piazza Navona con partenza alle ore 17.30/18.00 da piazza Bocca della verità.
 
Coordinamento romano contro la guerra “Niente sangue per il petrolio”
 
 
Appello per una manifestazione nazionale

No all’intervento militare contro la Libia

No alla concessione delle basi italiane per la guerra

Appello per una manifestazione nazionale

 

Rete nazionale "Disarmiamoli!"

Le bombe della cosiddetta “coalizione dei volonterosi” colpiscono da giorni la Libia, le città, i porti e le infrastrutture di un paese sino a poche settimane fa alleato sicuro e fedele di chi oggi lo sta bombardando. Gran parte degli aerei partono dal nostro paese, trasformando per l’ennesima volta l’Italia in una grande portaerei di guerra.

La “No Fly Zone” è stato un vergognoso paravento per legittimare una aggressione funzionale alle mire colonialiste francesi, inglesi e statunitensi sulle immense risorse petrolifere e di gas della Libia.

Il placet dell’ONU per quella che rischia di trasformarsi in una nuova occupazione militare è passato attraverso l’uso delle solite “armi di distrazione di massa”. Sono state inventate di sana pianta notizie allarmanti e orribili per legittimare poi l’intervento “umanitario” a favore delle popolazioni civili libiche, che ora però muoiono sia nella guerra civile che sotto le bombe statunitensi, francesi, inglesi.. e italiane.

Il gruppo di paesi che guidano l’attuale avventura militare, sono andati alla guerra senza alcun accordo sul ruolo della NATO e con contrasti all’interno tra i vari governi. I

n Italia il governo Berlusconi si è salvato da una crisi politica ben più grave di quelle giuridico/sessuali degli ultimi tempi grazie al sostegno del PD alla guerra, alimentando così una foga interventista vergognosa, coadiuvata dal Presidente della Repubblica attraverso un sapiente uso delle celebrazioni sul 150° dell’Unità d’Italia, funzionali a creare nel paese il clima nazionalista utile per veicolare l’ennesima “missione di guerra”.

Ancora una volta al carro degli interventisti “umanitari”si è immediatamente legata la cordata di coloro che gridarono impropriamente “forza ONU” alcuni anni fa mentre l'Iraq e l'Afghanistan erano stati invasi e bombardati.

Ma contro il bellicismo bipartisan e i velenosi appelli di sostegno alla nuova missione “di guerra umanitaria”, hanno risposto miagliai di attivisti No War scesi subito in piazza a Roma, Bologna, Pisa, Napoli, Milano, Torino, Vicenza, Firenze, Trapani, ed in tante altre città del paese con manifestazioni spontanee, volantinaggi, assemblee e riunioni.

Nei prossimi giorni altre iniziative sono in programma ai quattro angoli del paese, in una mobilitazione che trova di nuovo nella parola d’ordine “contro la guerra senza se e senza ma” un forte comune denominatore.

Il movimento contro la guerra italiano ha però una responsabilità particolare di fronte all’aggressione in atto contro la Libia. L’intera operazione aeronavale è diretta dal Comando delle forze navali Usa in Europa, situato a Napoli, dove si trovano anche il quartier generale delle forze navali del Comando Africa e quello della Forza congiunta alleata. Tutti e tre i comandi sono nelle mani dello stesso ammiraglio statunitense Sam J. Locklear III, ossia del Pentagono.


 

Occorre allora indicare in questo luogo l’obiettivo comune di questa fase di mobilitazione, in un crescendo che ci porti tutti insieme a Napoli, dove è il cervello di questa nuova e vergognosa guerra con una Manifestazione Nazionale nelle prossime settimane che riunifichi il movimento contro la guerra italiano e indichi chiaramente le responsabilità e i luoghi decisivi di questa guerra.

 

La Rete nazionale “Disarmiamoli!!”

 

 

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